Gli esperti: «Dal 20 gennaio entreremo in zona gialla»

Gli studi di epidemiologi e Iss svelano lo scenario della regione: cresceranno i ricoveri
Il passaggio dell’Abruzzo in zona gialla è ormai inevitabile. Almeno secondo le previsioni dell’Associazione degli epidemiologi italiani che fissa una data: il 20 gennaio, quando cioè verrà superata la soglia limite anche del terzo e ultimo parametro che tiene la regione in zona bianca, quello del tasso di occupazione dei posti letto in area medica.
La zona gialla prevede come restrizione principale l’obbligo di mascherina all’aperto, già comunque obbligatoria anche in zona bianca durante il periodo di festività. Il suo raggiungimento però segnerebbe anche un peggioramento degli indicatori sulla diffusione del virus e la pressione ospedaliera e quindi un avvicinamento progressivo verso le restrizioni maggiori previste per la zona arancione.
La previsione degli epidemiologi rischia però di essere persino ottimistica e il cambio di colore potrebbe essere addirittura anticipato: il calcolo degli epidemiologi, effettuato tramite l’analisi del trend dei dati, infatti, non prende ancora in esame l’effetto festività e neanche le conseguenze dell’impennata di casi dovuta alla variante Omicron: entrambi sveleranno i propri effetti solo nei prossimi giorni.
Si teme infatti un’escalation ospedaliera, tanto che l’Istituto superiore di sanità, nell’ultimo report di monitoraggio pubblicato l’ultimo giorno del 2021, è tornato a inserire l’Abruzzo tra le regioni che sono sì a rischio moderato, ma anche “ad alta probabilità di progressione”. Insieme all’Abruzzo altre sei regioni sono nella stessa situazione e nella stessa fascia di rischio: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Marche, Sicilia e Toscana. Sono già a rischio alto, invece, le sole regioni Lombardia e Valle d’Aosta, mentre la provincia autonoma di Bolzano è a rischio basso. Tutte le altre 11 regioni italiane sono invece classificate come a rischio moderato semplice.
QUANTO MANCA
PER LA ZONA GIALLA
Il 31 dicembre il numero dei pazienti ricoverati nei reparti di area medica degli ospedali abruzzesi è cresciuto di dieci unità. Ieri è ulteriormente aumentato di una unità. Così il totale ha raggiunto quota 179. Eroso da giorni, quindi, il margine di sicurezza che divide l’Abruzzo dalla zona gialla è ora di soli 19 pazienti ricoverati in area medica. Tanti ne mancano per raggiungere la soglia dei 198, che vale il raggiungimento del 15% del tasso di occupazione dei posti letto in area non critica e quindi il cambio di colore da bianco a giallo.
Gli altri due parametri sono stati infatti già abbondantemente superati. Negli ultimi due giorni il numero dei ricoverati in terapia intensiva in Abruzzo è rimasto stabile a 21 (che vale l’11% di occupazione dei posti letto in rianimazione), ma il limite da zona gialla è 18, che vale il 10% di occupazione delle rianimazioni.
Il terzo parametro, quello sull’incidenza settimanale dei casi ogni centomila abitanti, è da settimane abbondantemente oltre il limite di 50: ieri con la nuova impennata dei casi di inizio anno ha addirittura raggiunto e superato la quota di mille, arrivando a 1.090.
LA PREVISIONE
DEGLI EPIDEMIOLOGI
Secondo l’analisi del trend dei ricoveri in area medica, effettuata dagli esperti del progetto Made dell’associazione degli epidemiologi italiani, il margine di sicurezza che serpara l’Abruzzo dalla zona gialla continuerà a erodersi piano piano, fino ad esaurirsi il 20 gennaio. Quel giorno, infatti, è previsto un salto di 8 nuovi pazienti in area medica, che raggiungerà quindi quota 200, cioè oltre la soglia limite di 198 che vale la zona gialla automatica. Le previsioni parlano invece di una repentina crescita dei pazienti in terapia intensiva nelle prossime settimane: il 20 gennaio 60, cioè il triplo di quelli di oggi e sulla soglia del 30% che vale il raggiungimento di uno dei parametri da zona rossa.
Anche se finora le previsioni degli epidemiologi si sono rivelate realistiche – come quella sulla permanenza dell’Abruzzo in zona bianca fino alla fine del 2021– in questo caso si cono almeno due variabili che possono cambiare radicalmente il corso della pandemia in Abruzzo nei prossimi 20 giorni e portare a scenari diversi da quelli previsti dagli epidemiologi. Una in positivo: attualmente la maggior parte dei ricoveri è dovuta ancora al colpo di coda della variante Delta, che fino a un paio di settimane fa era l’unica presente, mentre la variante Omicron, che nel frattempo ha conquistato terreno, sembra provocare meno conseguenze sulla salute dei contagiati vaccinati.
Un’altra variabile potrebbe invece al contrario accelerare l’avvicinamento dell’Abruzzo alla zona gialla: l’effetto festività, che potrebbe far schizzare ancora più su il numero dei contagiati nei prossimi giorni e di conseguenza anche il numero dei pazienti ricoverati, soprattutto tra i non vaccinati e quindi senza alcuna copertura anticorpale, che hanno molte più probabilità di sviluppare forme più gravi della malattia da Covid.
IL MONITORAGGIO
DELL’ISS
Ci sono poi le previsioni dell’Istituto superiore di sanità, che teme un peggioramento della situazione in Abruzzo e, nel report settimanale di monitoraggio pubblicato il 31 dicembre, loinserisce per questo nella lista delle regioni a rischio moderato con “alta probabilità di progressione”.
Anche secondo gli esperti dell’Iss, infatti, l’Abruzzo ha più del 50% di possibilità di raggiungere entro un mese addirittura la soglia del 30% dei posti letto in terapia intensiva, che varrebbe la zona rossa. Nello stesso periodo, però, l’Abruzzo avrebbe tra il 5 e il 50% di possibilità di raggiungere anche il parametro del 40% di ricoveri in area medica.
Si tratta, soprattutto in quest’ultimo caso, di percentuali ancora basse, che sono accompagnate anche da altri indicatori positivi: l’assenza di allerte e un indice Rt di trasmissibilità in crescita ma stimato ancora intorno all’1,16, anche se quest’ultimo calcolo è stato effettuato prima dell’impennata di contagi degli ultimi giorni.

