Gli esperti: i contagi in regione scenderanno a zero il 7 maggio

Questa è la previsione dell’Osservatorio nazionale della salute: fa sperare gli abruzzesi
PESCARA. In Abruzzo si potrebbe arrivare ad uno stop ai nuovi contagi da Covid-19 già a maggio e, in particolare, a partire da giovedì 7. Lo dicono le proiezioni dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle regioni italiane. I nuovi casi accertati in Abruzzo nelle ultime ore sono 91. Il totale dei pazienti contagiati dal coronavirus arriva così a quota 2.612. Un dato che non preoccupa gli esperti, secondo cui è normale che nella fase di discesa vi siano dati fluttuanti. Cinque i decessi più recenti: il bilancio delle vittime sale a 263. Sul fronte delle zone rosse, il governatore Marco Marsilio, rispondendo ai sindaci della Val Fino, chiede nuovamente al premier Giuseppe Conte di prevedere per l'Abruzzo «lo stesso trattamento previsto per quelle della Lombardia».
STOP CONTAGI. Lo studio dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle regioni italiane, coordinato dal direttore Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all’Università Cattolica di Milano, e dal direttore scientifico Alessandro Solipaca, ha l'obiettivo, spiegano i promotori, «di individuare, non la data esatta, ma la data prima della quale è poco verosimile attendersi l’azzeramento dei nuovi contagi». In base all'indagine, le ultime regioni a registrare l'azzeramento dei casi saranno Lombardia e Marche, non prima di fine giugno, mentre le prime saranno Basilicata e Umbria, già dai prossimi giorni. L'Abruzzo, insieme alla Puglia, si pone al centro della graduatoria: lo stop ai nuovi contagi potrebbe avvenire dal 7 maggio in poi. Ovviamente si tratta solo di proiezioni, che potranno essere confermate o meno dai dati reali, ma che comunque fanno ben sperare rispetto al trend in discesa e descrivono un passaggio alla 'fase 2' estremamente graduale.
NUOVI DATI. Anche i nuovi dati abruzzesi confermano come la fase di discesa sia lenta e caratterizzata da cifre incostanti. Sono 91 i casi accertati nelle ultime ore con i test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, dall'Istituto Zooprofilattico di Teramo e dall'università di Chieti. Sono emersi su un totale di 1.274 tamponi analizzati: è risultato positivo il 7,1% dei campioni. Domenica i positivi erano stati 34 su un totale di 1.028 tamponi (3,3%). Nessun nuovo caso alla Asl dell'Aquila, dove il totale resta fermo a 237, sei nuovi casi alla Asl di Teramo (totale 626), 35 a Chieti (606) e 50 a Pescara (1.143). Il bilancio delle vittime sale a 263. I decessi più recenti sono cinque: un 90enne di Atessa, una 86enne di Penne, una 79enne di Francavilla al Mare, un 76enne di Giuliano Teatino, una 81enne di Ortona. Al tragico bilancio dei morti si contrappone il dato delle persone guarite, che sono undici in più nelle ultime ore e arrivano complessivamente a 287. Del totale, 187 pazienti non hanno più sintomi e attendono i tamponi di controllo, mentre cento hanno risolto i problemi dell'infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi.
"MONTAGNE RUSSE". Il numero dei nuovi casi, uno dei più alti degli ultimi giorni, sembra non preoccupare gli esperti. Il direttore dell'Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale della Asl di Pescara, Paolo Fazii, spiega che «per un po' di tempo assisteremo alle 'montagne russe', fa parte del gioco». Il numero così elevato è dovuto in parte anche al fatto che «sono stati analizzati tamponi fatti in precedenza». Vale a dire che una parte di quei 91 casi fotografa una situazione congelata ad un periodo in cui le restrizioni non avevano ancora dato tutti i loro effetti. Non mancano, ovviamente, i nuovi contagi, che si registrano «soprattutto all'interno delle famiglie». Secondo Fazii è «fondamentale essere riusciti a gestire l'ondata iniziale, ma ora è normale che vi sia una fluttuazione giornaliera. Non si può pensare che il Covid-19, con un'incubazione che dura anche 14 giorni e sintomi che in alcuni casi compaiono dopo una settimana, sparisca così». Al di là dei dati quotidiani, a detta del virologo, è importante il fatto che «non aumentino i casi gravi, siamo in una situazione stazionaria pur nella sua complessità». È, infatti, diminuito ulteriormente, di due unità, il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, che sono 38, mentre è sostanzialmente stabile quello dei pazienti ricoverati in terapia non intensiva (320). Tutti gli altri, 1.704 persone (+74), sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
ZONA ROSSA. Per quanto riguarda le zone rosse, il governatore Marsilio risponde ai sindaci dei cinque comuni della Val Fino in cui restano in vigore le maggiori restrizioni, che avevano chiesto aiuti economici per il territorio. «Nelle zone rosse abruzzesi lo stesso trattamento previsto per quelle della Lombardia», sostiene il presidente della Regione rivolto al premier Giuseppe Conte. Di fatto Marsilio vorrebbe per l'Abruzzo la stessa normativa che il decreto legge n. 9 del 2 marzo prevede per la Lombardia. «Ho chiesto di riservare analogo trattamento ai Comuni rientranti nelle zone rosse della mia Regione, al fine di limitare il disagio anche di natura economica, che le famiglie stanno patendo», afferma il governatore, «a cominciare dalla sospensione dei pagamenti delle utenze domestiche e degli avvisi di pagamento emessi o da emettere. La Regione Abruzzo solleciterà il Governo per ulteriori incentivi economici, così come richiesto dai sindaci». Dal punto di vista sanitario, condividendo le preoccupazioni dei primi cittadini, il presidente annuncia che «non appena avremo la possibilità di aumentare il numero di tamponi l'indagine sul territorio verrà di sicuro incrementata, anche al fine di garantire la sicurezza nel prossimo futuro».
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