Gli esuli esultano: era un tiranno
A Miami folla nelle strade: «Inizia finalmente una nuova era»
MIAMI. «Il dittatore è morto» ed è la fine di un lungo, spaventoso capitolo della storia cubana. È il sentimento più diffuso tra gli anti-castristi di Miami, che al diffondersi della notizia della morte di Fidel sono scesi in strada per festeggiare e dare sfogo a quel grido di libertà che per decenni e per generazioni erano venuti a urlare dall’altro lato della Storia, negli Stati Uniti. Le strade si sono riempite subito e sono rimaste stracolme per tutto il giorno, come percorse da quel fiume di speranza contro una dittatura denunciata per decenni.
La scomparsa del «tiranno» rinvigorisce la fiamma di quel desiderio di cambiamento per una storia diversa, frustrato dagli avvicendamenti ai vertici all’Avana mai visti dalle coste della Florida come una rottura con il passato. Così come il cuore cubano di Miami era stato poco rassicurato dall’apertura voluta da Barack Obama, priva di quella condanna senza mezzi termini che in molti hanno continuato a invocare, sventolando la bandiera cubana. «È morto un tiranno e finalmente può cominciare una nuova era. Dobbiamo cogliere il momento e aiutare a scrivere un nuovo capitolo della storia di Cuba, una Cuba libera, democratica e prospera» dice la deputata della Florida, Ileana Ros Lehtinen, sintetizzando l’auspicio di tanti. Per le strade di Little Havana, a Miami, sono molti i cori e gli slogan contro «il dittatore» e Calle Ocho è invasa dalle auto e dal frastuono di clacson, in un’ovazione collettiva che risuona in tutto il Paese e arriva fino a Washington, il cuore della politica americana.

