Gli infermieri in allarme: troppe carenze d’organico

Irene Rosini, presidente di lpasvi che rappresenta circa 2.200 iscritti in provincia: «Assistenza non all’altezza degli standard richiesti, coinvolgeteci nelle decisioni»
PESCARA. Il primo tassello per superare i problemi cronici della professione infermieristica è un coinvolgimento attivo degli infermieri nel percorso diagnostico e terapeutico assistenziale. È la sfida del 2017 dell’Ipasvi, che raccoglie circa 2.200 tra infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia di Pescara e provincia, e che con la presidente del collegio provinciale Irene Rosini si pone l’obiettivo di inaugurare i dipartimenti per le professioni sanitarie, potenziare gli ambulatori infermieristici nei distretti territoriali di base e così pure i modelli assistenziali innovativi sul territorio.
Ma, come racconta Rosini, c’è l'altra faccia della medaglia, quella di un settore che soffre per il demansionamento e per «l’assenza o carenza nelle strutture di personale di supporto all’assistenza e mancanza di personale infermieristico. Lavorare cronicamente», sottolinea Rosini tracciando un bilancio delle attività realizzate nel 2016 e indicando gli obiettivi per il nuovo anno, «con personale ridotto e con esigenze assistenziali sempre più alte, porta inevitabilmente a erogare un’assistenza non all’altezza degli standard richiesti e delle aspettative dei cittadini. Le dirigenze e le autorità politiche finora hanno dimostrato attenzione e sensibilità, riconoscendo pubblicamente queste problematiche, ma adesso dovranno agire molto velocemente su questi aspetti in quanto la situazione sta diventando sempre più difficile e precaria».
Nei 12 mesi appena trascorsi il collegio provinciale Ipasvi di Pescara si è distinto per aver posto le basi di un percorso finalizzato a consolidare la professione attraverso la valorizzazione e il riconoscimento della figura dell’infermiere e l’attivazione di nuovi modelli assistenziali. Alle due iniziative con i vertici regionali del mondo sanitario e i delegati nazionali, che hanno consentito di portare a casa risultati importanti, si abbinano progetti di alto valore sociale e campagne realizzate anche in collaborazione con il Cives (Coordinamento infermieri volontari di emergenza sanitaria), allo scopo di sensibilizzare i cittadini e i rappresentanti del mondo delle istituzioni su tematiche delicate come quelle della donazione di organi e tessuti, o sull’importanza di accorciare le liste di attesa per i trapianti. Un impegno a 360 gradi, iniziato con la giornata internazionale dell’Infermiere, poi proseguito con la campagna “Salute e cittadini in emergenza e non, infermieri sempre in campo” e infine culminato con il patrocinio offerto alla onlus “Il risveglio di Manuela” per sostenere l’avvio e le attività del primo centro regionale del risveglio e di riabilitazione dal coma.
Nel mezzo tante attività, anche nei presidi di Penne e Popoli, volte a promuovere la responsabilità infermieristica a fronte della nuova normativa e la gestione delle emergenze intraospedaliere.
«Il 2016», evidenzia Irene Rosini, «è stato un anno determinante. Grazie anche all’impegno assunto dall'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e dal direttore dell’agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli abbiamo avviato una riorganizzazione del sistema sanitario che coinvolgerà da vicino il mondo infermieristico. Quando si parla di sanità si deve sentire anche la nostra voce, poiché ci occupiamo della presa in carico del paziente e garantiamo la continuità delle cure. Gli impegni riguardano la partecipazione attiva degli infermieri nel percorso diagnostico terapeutico assistenziale nell’agenzia sanitaria regionale, l’istituzione dei dipartimenti per le professioni sanitarie, attualmente previsti nelle linee guida degli atti aziendali delle quattro Asl abruzzesi, l’implementazione degli ambulatori infermieristici nei distretti territoriali di base e il potenziamento di modelli assistenziali innovativi sul territorio». (y.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

