Gli over 80 i più a rischio: due su 10 senza protezioni

La regione è tra le ultime in Italia per vaccini agli anziani: ecco i dati che preoccupano
Sono i più a rischio di tutti di andare incontro a gravi complicazioni in caso di contagio, ma oltre 17mila ultraottantenni abruzzesi ancora non ricevono nemmeno una dose del vaccino anti-Covid. In Abruzzo è infatti vaccinato solo l’84% di coloro che hanno più di 80 anni di età. Un dato questo, che è oltre dieci punti percentuali più basso di quello nazionale e terzultimo tra i dati regionali.
Non è un caso, quindi, se tra le 49 persone che in Abruzzo hanno perso la vita a causa del Covid nei primi quattordici giorni del nuovo anno, almeno 20 siano ultraottantenni, cioè il 41% del totale. Si tratta di una percentuale altissima.
QUANTO RISCHIANO
GLI OVERI 80
Un ultraottantenne senza copertura vaccinale ha due volte e mezzo più possibilità di finire in ospedale a causa del Covid rispetto a un non vaccinato che ha tra 60 e 79 anni. E ha quasi 7 volte più possibilità di morire. Ogni centomila over 80 senza siero, infatti, 337 muoiono per Covid.
Lo dicono i dati dell’ultimo report epidemiologico dell’Istituto superiore di sanità, che è stato pubblicato venerdì e prende in esame i dati del periodo a cavallo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022.
Il report dice anche che un ultraottantenne non vaccinato ha 70 volte più possibilità di morire di Covid rispetto a un coetaneo che ha ricevuto la terza dose e 8 volte di più di uno che ha ricevuto la prima e la seconda da oltre quattro mesi. Ogni centomila over 80 con la terza dose, infatti, ne muoiono per Covid solo 4,8.
LO STATO DELLA campagna
di VACCINAZIONE
In Abruzzo gli ultraottantenni che hanno ricevuto il primo ciclo vaccinale sono poco più di 98mila, sul totale di 116mila. Nonostante l’enorme rischio che corre questa fascia di età, tra quelli che mancano all’appello ben 17mila non hanno ricevuto nemmeno una dose del siero anti-Covid, mentre 1.500 hanno ricevuto di recente la prima e attendono la seconda. I vaccinati sono dunque l’84% esatto degli abruzzesi con più di 80 anni.
Peggio di loro in regione hanno fatto solo fasce di età tra quelle che hanno minore rischio di complicanze dovute al Covid: i quarantenni con l’82,63%, i trentenni con l’82,17% e i ragazzi tra 12 e 19 anni con il 77,12%.
Molto meglio hanno invece fatto i settantenni, unica fascia della popolazione abruzzese ad aver superato il 90% di vaccinati (per l’esattezza il 90,78%), seguiti da vicino dai sessantenni con l’89,88% e dai ventenni con l’89,18%. Anche i cinquantenni hanno fatto meglio degli ultraottantenni con l’85,95% di vaccinati.
Nonostante abbiano cominciato per primi pure la campagna per la terza dose, nei giorni scorsi gli ultraottantenni hanno perso anche lo scettro dei più vaccinati con il richiamo “booster”: il loro 67,82% (pari a 98.233 abruzzesi con più di 80 anni) è stato infatti superato dal 68,31% dei settantenni.
Gli anziani che hanno meno di 79 anni e che sono anche più autonomi, si mostrano quindi ancora una volta come i più attivi nella campagna di vaccinazione e i più protetti in regione.
ABRUZZO TERZULTIMO
tra le regioni italiane
L’84% di ultraottantenni vaccinati è uno dei dati più bassi d’Italia. Peggio hanno fatto soltanto quelli della Calabria e della Sicilia, entrambi di poco sotto all’82%. Il dato nazionale è invece oltre 10 punti più alto: 94,2%. Questo perché ben 17 delle 21 regioni italiane è sopra al 90% e il record italiano - quello dell’Emilia Romagna – raggiunge addirittura la quota del 98,2% di ultraottantenni vaccinati.
Difficile trovare una sola causa in grado di spiegare il perché della scarsa partecipazione dei più anziani tra gli abruzzesi alla campagna vaccinale. Ci sono sicuramente concause legate alle specificità regionali nella morfologia del territorio e nella composizione della società. Resta però il fatto che tutte le regioni confinanti con l’Abruzzo hanno percentuali molto più alte di ultraottantenni vaccinati: il Lazio è addirittura sesto in Italia con il 97,5%, le Marche sono al 95,7% e anche il Molise, sebbene sia sotto al dato nazionale, è comunque al 91,9%.
SONO la maggior parte
delle vittime
Conseguenza diretta della bassa percentuale di vaccinati, è il fatto che la maggior parte degli abruzzesi uccisi dalle complicanze del Covid siano gli ultraottantenni. Tra le 49 vittime che l’Abruzzo ha registrato nei primi quattordici giorni del nuovo anno, infatti, almeno 20 (per otto decessi la Regione non ha fornito il dato sull’età) avevano più di 80 anni, cioè almeno il 41% del totale.
Si tratta di una percentuale molto alta per due ragioni. La prima: si tratta di un primato, perché al secondo posto ci sono i settantenni con circa il 24% dei decessi. La seconda: gli ultraottantenni sono pochi in Abruzzo rispetto ad altre fasce di età – compresi i settantenni – e sono anche quelli che meno si contagiano perché hanno rapporti limitati rispetto al resto della popolazione. A riprova di questo c’è il dato emblematico della giornata di ieri: tra gli oltre 3.800 nuovi positivi in regione, gli ultraottantenni sono soltanto 168, cioè il 4% del totale dei casi.
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