Gli sfollati di Rancitelli chiedono aiuto al prefetto

Domani il corteo delle famiglie sgomberate dai palazzi di via Lago di Borgiano Hanno problemi a trovare nuovi alloggi, svuotare quelli vecchi e pagare caparre
PESCARA. I cittadini che vivevano nei tre palazzi dell’Ater di via Lago di Borgiano sgomberati nelle scorse settimane sfileranno domani mattina in corteo da Rancitelli fino a piazza Italia, dove incontreranno il vicario del prefetto, Carlo Torlontano. Si ritroveranno alle 10.30 in via Lago di Borgiano, davanti al civico 14, per poi attraversare (partenza alle 11) via Sacco, via Tronto, via Ilaria Alpi, via dei Bastioni, il ponte d’Annunzio e piazza Italia. Alla guida del corteo ci sarà il consigliere comunale Massimiliano Pignoli, del gruppo Scegli Pescara lista Teodoro, che ha organizzato la «manifestazione di sensibilizzazione» insieme all’associazione Family Life, rappresentata da Giovanna Medoro. Con loro ci sarà anche l’avvocato Melania Navelli, che tutelerà gli interessi di alcune famiglie sgomberate dalle palazzine inagibili (ai numeri civili 14, 18 e 22).
Pignoli, che prevede la partecipazione di circa 200 persone, annuncia di voler consegnare alla prefettura dieci osservazioni e richieste, elaborate con i cittadini che vivevano in via Lago di Borgiano e che stanno incontrando delle difficoltà, ad esempio, per il contributo di autonoma sistemazione e per l’assegnazione di un alloggio alternativo. «Queste persone», spiega Pignoli, «chiedono che vengano erogati fondi anche per la caparra confirmatoria relativa all’autonoma sistemazione e che l’Ater copra le spese per il trasloco dei mobili e individui dei magazzini, visto che gli appartamenti in cui vivevano vanno svuotati. Ci si interroga anche sulla durata del contributo di autonoma sistemazione, previsto solo per un massimo di due anni».
In prefettura saranno sottolineate anche le paure delle «famiglie rom, che temono di non trovare un alloggio», e sarà chiesta una «maggiore sicurezza delle palazzine evacuate perché ci si è accorti che alcuni lucchetti sono stati rimossi». Altro problema: «Sono state offerte dall’Ater delle abitazioni situate fuori Pescara ma molte di queste persone hanno problemi salute e si stanno curando a Pescara, oppure non hanno l’auto, per cui stanno rifiutando. Puntano, cioè, a rimanere a Pescara». Alla prefettura sarà anche chiesto di attivarsi per creare un «tavolo tecnico» che lavori sulla proposta dell’associazione costruttori edili (Ance) di mettere a disposizione delle famiglie sgomberate gli appartamenti invenduti, «ma va prevista la rinuncia alla caparra». Ultimo appello. «L’Ater dovrebbe individuare e sistemare in via prioritaria gli alloggi popolari vuoti su Pescara, murati o no, per destinarli a chi viveva in via Lago di Borgiano». (f.bu.)
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