Gli specializzandi di medicina: i bonus spettano anche a noi

7 Maggio 2020

L'AQUILA . «Apprendiamo dal dibattito pubblico che anche in Abruzzo si sta sviluppando l'encomiabile idea di elargire un bonus a favore del personale sanitario impegnato nella fase di emergenza...

L'AQUILA . «Apprendiamo dal dibattito pubblico che anche in Abruzzo si sta sviluppando l'encomiabile idea di elargire un bonus a favore del personale sanitario impegnato nella fase di emergenza sanitaria Covid-19, ma ci sembra che i medici in formazione specialistica non siano stati considerati tra le figure beneficiarie». Questa la segnalazione che arriva dal dottor Andrea Fidanza, di FederSpecializzandi L'Aquila, che si rivolge al presidente della Regione, Marco Marsilio: «Fin dal primo anno di formazione la nostra attività professionalizzante si interseca tenacemente con le attività svolte all'interno delle strutture del servizio sanitario regionale», spiega Fidanza, «e l'emergenza non ha fatto altro che confermare l'indispensabilità della nostra figura». Una protesta a cui fanno eco i rappresentanti dell'Osservatorio regionale per la formazione medico specialistica, Federica Evangelista e Pierluigi Di Giannatale dell’università d’Annunzio Chieti-Pescara. «In questo periodo di emergenza sanitaria si è acuito ciò che quotidianamente viviamo: abbiamo sopperito alla carenza di personale di ruolo, partecipando alle attività assistenziali accanto ai medici strutturati, ci siamo integrati alle turnazioni coprendo, e molto spesso superando, lo stesso monte ore», spiegano Evangelista e Di Giannatale.
«Molti colleghi e colleghe, dal primo all’ultimo anno di specializzazione, si sono trovati ad assistere pazienti Covid-19 esulando dalle proprie competenze specifiche. La Regione Abruzzo ha previsto, dallo scorso mese di marzo, forme di contratti di lavoro autonomo e di collaborazione coordinata e continuativa per i medici specializzandi iscritti all'ultimo e al penultimo anno di specifiche discipline, a confermare quanto la presenza e la professionalità degli specializzandi sia cruciale per garantire lo svolgimento delle abituali attività degli ospedali e del territorio».
I tre rappresentanti degli atenei abruzzesi chiedono congiuntamente che «le tutele e le misure a sostegno degli operatori sanitari coinvolgano anche gli specializzandi dal primo all'ultimo anno di formazione, secondo le medesime differenziazioni che saranno adottate per tutti i professionisti che collaborano quotidianamente per garantire la salute nella Regione». Gli specializzandi rappresentano una figura ibrida tra studenti e lavoratori e, negli ultimi anni, le richieste di una formazione di qualità sono cresciute esponenzialmente come il loro utilizzo all'interno dei reparti, come supporto ai medici strutturati. (m.p.)
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