Gli studenti a lezione di lotta alla mafia

10 Marzo 2015

Spoltore, la figura di Pantaleone spiegata agli alunni della scuola media Dante Alighieri

SPOLTORE. «E’ un appuntamento importante, non solo perché si parla di lotta alla mafia ma perché lo si fa dentro un’istituzione pubblica attraverso la vita di giganti come Michele Pantaleone, davanti alle giovani generazioni. Il presupposto per affrontare il tema della legalità e della mafia nel nostro Paese è quello di capire che siamo tutti, nessuno escluso, coinvolti». Con queste parole il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito ha salutato gli studenti delle classi terze della scuola media Dante Alighieri che hanno partecipato all'incontro promosso dall'amministrazione e organizzato dalle associazioni Libera e Polifonie d'Arte e coordinato dall'assessore Chiara Trulli dedicato alla presentazione del libro «Il gigante controvento. Michele Pantaleone: una vita per spiegare la mafia», di Gino Pantaleone, presente in sala insieme a Nicola Macaione, responsabile della casa editrice Spazio Cultura Edizioni. Presenti anche il preside Bruno D'Anteo, Francesca Sborgia, delegata alla cultura, Orazio D'Orazio, capogruppo Pd in consiglio, Fedele Giordano, consigliere comunale, il professor Sergio Mascarà, presidente dell’associazione Polifonie d'Arte, la professoressa Annamaria Vallotti dell'associazione Libera di Spoltore, Bruno Biagi, redattore del primo dossier sui rischi delle possibili infiltrazioni criminali in Abruzzo approdato in commissione Antimafia. «Bisogna diffidare», ha detto l'assessore Trulli, «di ogni forma di oscuro arricchimento, molto spesso illecito, che nasconde profondi dolori. Anche i ragazzi possono dare il proprio contributo alla diffusione della cultura della legalità». Grande attenzione per l'intervento di Gino Pantaleone che ha raccontato la figura di Michele Pantaleone, scrittore, giornalista e politico italiano, studioso del fenomeno mafioso, tra i primi a denunciare le connivenze tra mafia e politica, con cui visse a stretto contatto gli ultimi 7 anni della sua vita. Un intervento che si è concluso con un messaggio agli studenti preso in prestito da una lettera inedita in cui il giudice Giovanni Falcone scriveva: «Abbiamo bisogno di giovani con nobili ideali». A conclusione dell'incontro Macaione ha donato una copia del libro alla scuola Dante Alighieri.

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