Gli studenti ascoltano i reduci della Shoah

27 Gennaio 2015

Incontro al liceo D’Ascanio per la Giornata della memoria con associazioni combattentische e d’Arma

MONTESILVANO. «Conoscere la Shoah». Questo il titolo dell’incontro ospitato ieri al liceo scientifico D’Ascanio diretto dalla preside Natalina Ciacio.

L’istituto cittadino ha celebrato la Giornata della Memoria accogliendo quattro reduci dell’Olocausto. Il giornalista e storico Marco Patricelli, autore del libro «Il Volontario», si è rivolto così agli studenti del D’Ascanio e alla delegazione dell’istituto tecnico Alessandrini, presenti in sala: «La storia, purtroppo, non è maestra di vita. Gli orrori si ripetono. Assistiamo ad atti di persecuzione, ghettizzazione e sterminio del diverso ancora oggi. È fondamentale sfogliare questo libro degli orrori, perché queste vicende fanno parte del nostro vissuto e del nostro senso dell’umanità».

All’incontro, moderato dalla giornalista Antonella Luccitti, erano presenti quattro reduci – Renato Diodati, Abramo Rossi, Rocco Cipollone e Nicola Di Bartolomeo – che hanno portato i loro racconti di vita. «Hanno scelto di regalare ai ragazzi delle testimonianze molto preziose» ha detto il sindaco Francesco Maragno. «La piaga dell’odio razziale si è aperta settant’anni fa, ma forse purtroppo non si è mai richiusa e i fatti di Parigi ai quali abbiamo assistito qualche settimana fa ne sono la triste prova. Viviamo in una società multiculturale e multirazziale, eppure ci troviamo troppo spesso a cercare di risolvere problemi legati all’integrazione. Giornate come questa possono contribuire ad alimentare il senso di coscienza e responsabilità proprio in questa direzione».

Presenti alla cerimonia, il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco e rappresentanti dell’unione nazionale mutilati per servizio e delle associazioni combattentistiche e d’Arma. A fare da cornice alla giornata, l’esibizione al pianoforte di Dino Silvestri con musiche tratte dai film Schindler’s List e La vita è bella.

La cerimonia si è conclusa con la consegna dei riconoscimenti ai reduci, perché il loro «doloroso ricordo sia d’esempio per le nuove generazioni, per non ripetere gli orrori del passato» e a Marco Patricelli «per lo straordinario contributo di verità portata a conoscenza del mondo attraverso la sua opera di storico». (r.a.b.)

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