Gli studenti del Ravasco servono i pasti ai bisognosi

I ragazzi della classe terza protagonisti dell’iniziativa “Incontri con la Caritas” Hanno lavorato nella mensa, pulito sala e stoviglie e sistemato il piazzale
PESCARA. Gli alunni della classe terza della scuola secondaria di primo grado dell’istituto “Eugenia Ravasco” – via Italica, 46 – hanno avuto l’occasione di entrare in contatto con la responsabile del volontariato della Caritas diocesana di Pescara-Penne Manuela Paparella e con il suo direttore don Marco Pagniello.
L’iniziativa “Incontri con la Caritas: integrazione e solidarietà”, coordinata dalla professoressa di materie letterarie Chiara Di Paolo, è stata fortemente voluta dalla dirigente Maria Pia D’Addario e dalla vice preside Miranda Ruscitti, in quanto si inserisce nell’ambito del più ampio progetto “Esploriamo il territorio” presente nel piano dell’offerta formativa triennale dell’istituto.
La responsabile Manuela, nel primo incontro del 27 aprile nelle aule dell’istituto, ha introdotto il toccante tema della carità, presentando innanzitutto l’associazione “Caritas italiana” e il servizio svolto al suo interno dai tanti volontari presenti sul territorio. Successivamente, la responsabile ha catturato l’attenzione dei ragazzi proponendo loro un gioco: creare un acronimo della parola “carità”.
Dalle riflessioni scaturite è emerso l’interesse dei ragazzi verso il tema e la profondità dei loro sentimenti: il gruppo, in questo modo, è riuscito a instaurare immediatamente una forte empatia. L’incontro si è concluso con una panoramica sul tema dell’integrazione, peraltro già trattato nelle ore di lezione solite.
Don Marco, direttore della Caritas diocesana Pescara-Penne ha aperto l’incontro del 5 maggio, dentro l’istituto, chiedendo ai ragazzi di parlare dell’integrazione. Il sacerdote ha offerto ai giovani una testimonianza concreta, quella di Manuel, 21 anni, del Burkina Faso, che ha raccontato, sottovoce, nel più sentito rispetto verso gli spettatori e soprattutto verso se stesso, della sofferta scelta di partire, della scelta di lasciare le sue “radici”, la sua casa già povera e per di più straziata dalla morte improvvisa del padre, per tentare la fortuna in Europa. Manuel ha raccontato il suo viaggio, le sue tappe verso la “terra promessa”, l’Italia; ha fortemente commosso per la sua speranza e la voglia di migliorare la propria condizione. «Il nostro amico», così lo chiama don Marco, «ha donato ai ragazzi la sua storia per far comprendere il dramma che si vive in alcuni Paesi del mondo e per testimoniare a noi tutti l’accoglienza ricevuta qui a Pescara dalla Caritas». Don Marco ha spiegato che cosa è la Caritas, di chi si prende cura, perché è importante la carità, senza la quale sarebbe impensabile la solidarietà e l’integrazione. Il direttore della Caritas ha poi invitato i ragazzi a recarsi alla Cittadella dell’Accoglienza, in via Alento, per vedere in azione i volontari e vivere in prima persona la carità.
Grata di questa occasione, giovedì scorso la classe III è stata accolta dai responsabili della Cittadella e dagli operatori e volontari, e ha avuto la possibilità di prestare “servizio” nella mensa.
I ragazzi, dopo essere stati nuovamente salutati da Manuela Paparella, che li ha accolti nella cappella, “cuore pulsante” del centro, divisi in gruppi, sono entrati in contatto con i volontari e con i bisognosi di un pasto caldo.
Dopo aver pulito qualche vetro e spazzato il piazzale, gli alunni, indossati guanti e cuffiette, si sono dedicati al servizio mensa, aperto tutti i giorni, anche nelle festività, a pranzo e a cena. Terminato il servizio, d’obbligo ma con gran piacere, i giovani volontari hanno provveduto al riordino della sala e alla pulizia delle stoviglie. I ragazzi, felici ma provati da alcune dinamiche vissute durante il servizio, sono tornati in classe arricchiti da un’esperienza che tocca nel profondo la sensibilità dell’anima.
L’iniziativa sottolinea ancora una volta l’impegno dell’Istituto “Eugenia Ravasco” di via Italica nel garantire una formazione fondata su una profonda conoscenza didattica applicata a una concreta conoscenza del territorio, il tutto unito dal collante dei valori cristiani.

