Gli studenti in fila per il vaccino «Così ci riprendiamo la libertà»

20 Agosto 2021

Nell’ultimo mese a Pescara sono 9.500 i ragazzi tra i 12 e i 17 anni che hanno fatto almeno una dose Ad accompagnarli, genitori indecisi fino all’ultimo: la paura c’è, ma è l’unica strada per la normalità

PESCARA. «Mamma, papà: il vaccino lo voglio fare. Non ho paura». Sono i figli a dare coraggio ai genitori preoccupati e in ansia per eventuali, effetti collaterali della dose anti Covid. Mentre, dalla Asl di Pescara, arrivano i numeri delle somministrazioni nell’ultimo mese: 9.500 nella fascia di età 12-17 anni, con il 55% dei vaccinati dall’avvio della profilassi per i più piccoli. Sono ragazzi e ragazze, tra i 12 e i 18 anni, che prima di farsi inoculare il Pfizer, ieri al Palafiere di via Tirino, si sono documentati smanettando sui cellulari, oppure si sono confrontati con amici e compagni di scuola che il vaccino lo hanno già fatto, raccontandosi tra loro timori e batticuori. Con o senza Green pass, il vaccino lo avrebbero fatto lo stesso, confessano i ragazzi, sicuri e consapevoli.
«Vogliamo tornare a scuola in sicurezza e in palestra, dove dovremo esibire il Green pass per entrare. Vogliamo fare sport in serenità e socializzare. Insomma, vogliamo tornare a vivere una vita normale» è il coro unanime dei giovanissimi che si sono avvicinati alla vaccinazione come a un dovere morale, nel rispetto di se stessi e del prossimo, ma anche come passaporto per la libertà. E dopo il vaccino, mostrano il cerotto con orgoglio e con le dita fanno il segno di “vittoria”.
Marta Di Stanislao, di Montesilvano, lunghi capelli biondi, atleta dei tessuti aerei, dimostra di più dei suoi 12 anni. Stretta tra papà Luigi e mamma Laura Garofalo, dopo il vaccino (solo un lieve calo di zuccheri dovuto all’emozione) dice sicura: «L’ho voluto fare io, nessuna paura». Già, le paure sono dei grandi.
«Ci sembrava troppo presto il vaccino a questa età», sono i timori dei genitori di un 15enne vaccinato, «con lo sviluppo in corso, ma adesso bisogna pensare al futuro e cercare di riprendere una vita normale». Valentina Ricci, 17 anni e la sorella Martina, 14, hanno interrotto le vacanze aquilane con i genitori Umberto e Maria Angelucci, ingegneri civili pescaresi, per fare la vaccinazione al Palafiere di Fontanelle. «Abbiamo percorso cento chilometri per essere qui oggi», raccontano sorridendo le due ragazze nella sala d’attesa post vaccinale, «ma siamo contente, stiamo bene. Desideriamo solo tornare alla vita, la pandemia è stata un trauma per tutti. Nessuna paura, solo un po’ di emozione, ma vogliamo stare sicure anche in previsione del ritorno a scuola».
Manuel Alberico, 15 anni, di Pescara, ieri ha ricevuto la prima dose di Pfizer: «Sì, ho voluto fare il vaccino in via precauzionale» prima del ritorno in classe. L’approccio alla profilassi anti Covid è stato «timoroso per via di alcuni pregressi motivi di salute» sintetizzano Alessandro, imprenditore nel settore dell’idraulica, e Gabriella Corsetti, anche genitori di Jacopo, 10 anni, ma poi, scattano ragione e consapevolezza: «La paura di eventuali reazioni c’è sempre, ci fidiamo della scienza, ma con riserva».
«Questi ragazzi sono coraggiosi» è l’orgoglio di papà Valter D’Agostino, operaio pescarese, che guarda con tenerezza la figlia Sofia, iscritta al primo anno del liceo D’Annunzio, che ha appena fatto il vaccino insieme all’amica Ester. «Dobbiamo tornare a scuola e a vivere. E poi, senza Green pass non si può fare nulla».
«Ansia, timore, paura, tutto proviamo», confessano Pasquale Riccetti e Alessandra Fusco, genitori di Cristian, 14 anni, pescarese, primo anno al Volta, «ma dobbiamo tenere lo sguardo rivolto al futuro. Timori sul vaccino? Sì, prima i medici ci dicono “Aspetta”, poi “puoi farlo”: è destabilizzante. Indecisi fino all’ultimo per timore di eventuali reazioni, alla fine eccoci qui». Cristian ora si sentirà più libero di «giocare a pallone, stare con gli amici e corteggiare le ragazze» scherza il papà.
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