Gli studenti: noi, custodi di democrazia

Gli alunni rileggono il 25 Aprile davanti ai politici: «Giustizia e uguaglianza principi cardine»
PESCARA. «I nemici giurati della libertà sono l’ignoranza e la dimenticanza». Lo sanno gli studenti delle scuole superiori di Pescara che sfilano al microfono delle autorità e rileggono il 25 Aprile senza le sovrastrutture degli adulti: sono Enrica Zorzi e Alice Amicone del liceo classico d’Annunzio, Alice Polleggioni dell’istituto Acerbo, Pierfranco Di Zio del liceo scientifico Galilei, Simone Amoruso del liceo scientifico da Vinci e Martina Staffieri dell’alberghiero De Cecco a tenere una lezione ai politici radunati in piazza Garibaldi.
Come nel mito della caverna di Platone, dice uno studente, «anche gli italiani furono costretti a liberarsi da una forza esterna. I giovani di oggi si trovano davanti una sfida meno pericolosa rispetto a quelli di ieri ma sempre necessaria: essere all’altezza della libertà che abbiamo ricevuto».
«Questa data è uno spartiacque che non può passare inosservato né si può rimanere neutrali di fronte a essa. Quando si maneggiano concetti come libertà», avverte una studentessa, «è imperativo prendere posizione: la libertà non può essere mai considerata scontata».
Questo giorno, dice un altro studente, «rappresenta gli ideali di chi non si è arreso agli anni più bui della nostra storia e ha trovato il coraggio di aggrapparsi a qualcosa per cui combattere e rischiare la vita: gli ideali di libertà, democrazia, giustizia, uguaglianza e amicizia tra i popoli». E cioè «le fondamenta per ricostruire un nuovo Stato libero e democratico».
«Costruire un’Italia libera, questo era il desiderio che animava un popolo. Questa libertà è la consegna che a noi ci è chiesto di salvaguardare», osserva un’alunna che cita Aldo Moro: «Ora dobbiamo percorrere una lunga e difficile strada. Dobbiamo ricostruire: cominciamo da qui, rimettiamoci tutti a fare con semplicità il nostro dovere: chi ha da studiare studi; chi ha da insegnare insegni; chi ha da lavorare lavori; chi ha da combattere combatta; chi ha da fare della politica attiva la faccia con la stessa semplicità di cuore con la quale si fa ogni lavoro quotidiano; madri e padri educhino i loro figliuoli e nessuno pretenda di fare meglio di questo perché è veramente amare la patria».

