Gli studenti: non abbiamo soldi per pagare affitti e bollette
L’AQUILA. Gli studenti abruzzesi chiedono un aiuto per pagare affitti e bollette. Non si ferma l'ondata di proteste da parte degli universitari che stanno affrontando, tra innumerevoli difficoltà, l'e...
L’AQUILA. Gli studenti abruzzesi chiedono un aiuto per pagare affitti e bollette. Non si ferma l'ondata di proteste da parte degli universitari che stanno affrontando, tra innumerevoli difficoltà, l'emergenza coronavirus che non ha fermato in alcun modo il pagamento degli affitti e delle utenze delle loro abitazioni. Grazie alla campagna blocco affitti, nata spontaneamente, sono riusciti a unire le loro forze e sono arrivati a chiedere aiuto al presidente della Regione, Marco Marsilio, e all'assessore alle Politiche sociali, Piero Fioretti. Ora attendono risposte. «Da inizio emergenza il problema che accomuna me e molti altri giovani è la difficoltà nel pagare l'affitto e le utenze», ha commentato Caterina Catrini della campagna blocco affitti, «non è stata presa una misura adeguata che non lasciasse per forza qualcuno o qualcuna indietro. Gran parte degli studenti e delle studentesse hanno difficoltà anche a pagare le tasse universitarie che sono tra l'altro altissime».
Il coordinamento abruzzese della campagna blocco affitti, dopo numerosi appelli, ha deciso anche di rivolgersi alle istituzioni regionali e ai vertici degli atenei abruzzesi per cercare un aiuto concreto. «Studenti e studentesse, giovani e precari dell'Abruzzo a oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta dal presidente della Regione Marsilio, dall'assessore alle Politiche sociali Fioretti e dai rettori di tutte le università dell'Abruzzo», ha spiegato ancora la rappresentante della campagna blocco affitti, «apparteniamo a una di quelle categorie che sono considerate più deboli e maggiormente colpite. Da inizio emergenza solo un giovane lavoratore o lavoratrice su cinque ha continuato a lavorare, il resto si aggiunge alla grossa fetta di giovani disoccupati e disoccupate che ormai da inizio emergenza contano quasi il 30% sul territorio italiano. Pensate veramente che siamo la categoria a cui si può far a meno di prestare attenzione? Cos'altro possiamo fare affinché prestiate ascolto alle nostre esigenze?». (e.b.)
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