Gomis: ho paura per la mia famiglia

17 Novembre 2015

Preoccupazione per madre e sorella. «A Natale non andrò a Parigi»

CHIETI. Bruno Gomis, 25 anni, è un attaccante parigino che gioca nel Chieti (serie D). E domenica, nel derby con il Giulianova, è sceso in campo con il lutto pensando alle vittime delle stragi di Parigi.

La sua famiglia vive a Les Mureaux, un comune francese a trenta minuti di macchina dalla capitale. Gomis, appena ha appreso da internet la notizia degli attacchi terroristici a Parigi, si è messo subito in contatto con la mamma e i suoi amici, alcuni dei quali quella notte si trovavano per le strade di Parigi per trascorrere una serata di svago e sono scampati per pura casualità alla strage.

«Una mia amica quella sera doveva andare a mangiare nella pizzeria italiana "Casa Nostra", quella colpita dai terroristi, che si trova a pochi metri dal Bataclan», racconta Gomis, «per fortuna poi ci ha ripensato e si è mangiata un kebab nel locale di fronte, altrimenti sarebbe stata coinvolta anche lei nella carneficina. Mi ha detto che ha sentito gli spari e che ha avuto paura, ma in quel momento non si è resa conto di quello che stava succedendo. Appena ho saputo la notizia, ho chiamato mia mamma che per fortuna mi ha risposto subito dicendo che stava bene. Per mettermi in contatto con gli altri, invece, ho avuto difficoltà. Un mio amico mi ha raccontato che si è barricato in un bar e che i terroristi erano a cinque metri da lui mentre sparavano addosso alle persone. E' vivo per miracolo».

Gomis è in stretto contatto con la mamma perché ha paura di nuovi attacchi. «Ho paura per la mia famiglia, soprattutto per mia sorella che lavora a Parigi. Non ho parole per quello che è successo, provo tanto dolore e da cristiano prego per tutte le vittime innocenti. Non è possibile uccidere in nome di una religione: questi non sono umani, sono pazzi. La vita a Parigi va avanti perché il popolo francese è forte e non possiamo vivere con il terrore. Ma, quando tornerò a casa per le vacanze di Natale, non andrò a Parigi perché ho paura». ©RIPRODUZIONE RISERVATA