Gradimento, sindaco in calo ma resta primo

L’indagine del Sole 24 Ore: Alessandrini registra il dato migliore tra i capoluoghi abruzzesi
PESCARA. La classifica annuale del Sole 24 ore sugli amministratori più amati d’Italia suona come una vittoria a metà per Marco Alessandrini. Il sindaco Pd, per ottenere il primato in Abruzzo e il 17° posto nella graduatoria nazionale elaborata da Ipr marketing, ha pagato un prezzo alto: tasse ai massimi livelli e un Comune costretto ad approvare il piano di riequilibrio finanziario che condanna i pescaresi all’austerity per i prossimi 28 anni. Il risultato è una popolazione provata e un consenso personale sceso di 7,3 punti rispetto alle scorse elezioni. Ma tutto questo non sembra impensierire il sindaco che, dopo la lettura mattutina dei giornali, non ha perso il suo proverbiale buonumore e ha finito per lasciarsi andare in commenti positivi. La freddezza spietata dei numeri, però, induce alla prudenza: se domani si dovesse tornare alle urne, il 59 per cento dei maggiorenni voterebbe di nuovo per Alessandrini, rispetto al 66,3 delle preferenze ottenute 10 mesi fa.
Marco Alessandrini è il numero uno in Abruzzo: stanno dietro infatti i sindaci di Chieti, L’Aquila e Teramo (Umberto Di Primio si attesta al 53 per cento, Massimo Cialente al 51,5 e Maurizio Brucchi al 46).
«Grazie della rinnovata fiducia il miglior propellente per andare sempre avanti», sono le prime parole di Alessandrini, che va avanti con tono soddisfatto: «Poiché i dati vanno letti a 360 gradi non mi sfugge che la percentuale di gradimento rispetto al dato elettorale è diminuita, ma scorrendo la classifica ciò è accaduto per circa i tre quarti dei sindaci neoeletti nel 2014, a testimonianza del fatto che governare oggi, con sempre minori risorse dal governo centrale e in questo clima di profonde tensioni sociali, significa mettere nel conto una inevitabile quota di impopolarità».
Il 17° posto in Italia viene letto come motivo di vanto per Alessandrini. Pur accennando al «doloroso innalzamento della pressione fiscale» dettato dalla necessità di «raddrizzare la rotta della barca Pescara che andava verso gli scogli del default», il sindaco si dilunga sul «senso di gratitudine per quanti hanno reso possibile questa indicazione con la consapevolezza che, per un servitore delle istituzioni, la fiducia e l’apprezzamento delle persone sono merce preziosa che spinge ad impegnarsi sempre più».
Se la maggioranza mostra ottimismo, è l’opposizione a riportare il centrosinistra con i piedi per terra: Forza Italia e Ncd parlano di «clamorosa bocciatura», mentre il consigliere regionale Lorenzo Sospiri considera la perdita di consenso come il segno di una città che «si sta finalmente accorgendo dell’inadeguatezza politico-amministrativa di colui che ha voluto fare il sindaco, ma che oggi non sa che pesci prendere».
Se si dovesse confermare l’andazzo per i prossimi 5 anni, si arriverebbe a meno 36,7 per cento di consenso rispetto al giorno delle elezioni. Che vorrebbe dire sconfitta assicurata se Alessandrini non si sbriga a correggere il tiro.
Ylenia Gifuni
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