Granata, il minatore che con “Marina” fece cantare il mondo

di Anna Fusaro «M. arina Marina Marina, ti voglio al più presto sposar» cantava nel 1959 il 21enne Rocco Granata, figlio di calabresi emigrati in Belgio, cresciuto a Genk, immediatamente popolare in...
di Anna Fusaro
«M. arina Marina Marina, ti voglio al più presto sposar» cantava nel 1959 il 21enne Rocco Granata, figlio di calabresi emigrati in Belgio, cresciuto a Genk, immediatamente popolare in tutto il mondo con questa canzone poi ripresa da Claudio Villa, Gianni Morandi, Renato Carosone, Peppino Di Capri. Naturalizzato belga, oggi Granata è un 75enne signore che vive a Anversa. Con l'amata fisarmonica compare in un cameo nel film "Marina" del regista belga Stijn Coninx, che racconta la favola del figlio di un minatore arrivato al successo planetario grazie alla passione per la musica. Un destino di riscatto sociale simile a quello, qualche anno dopo, di Salvatore Adamo, anche lui giunto bambino in Belgio con la famiglia. Da Figline Vegliaturo a Genk, dalle miniere di carbone alla fisarmonica, fino alla Carnegie Hall di New York: Matteo Simoni è Rocco Granata, Luigi Lo Cascio il burbero padre.
Belga anche il pluripremiato "Alabama Monroe" di Felix Van Groeningen, vincitore del César francese come miglior film straniero e unico serio contendente de "La grande bellezza" in tutte le cinquine finaliste, Oscar incluso. Musica e tatuaggi scandiscono questa riflessione sul dolore costruita con un montaggio lirico intorno a due personaggi diversissimi ma destinati a innamorarsi perdutamente e poi, crudelmente, a vivere il dramma peggiore che possa capitare a una coppia. Il barbuto Didier (Johan Heldenbergh, autore della pièce che ispirato il film) ha la passione dell'America, suona il banjo in un gruppo folk bluegrass, vive a Gent in un camper davanti a una villa malandata; Elise (Veerle Baetens) fa tatuaggi, e per ogni avvenimento della vita disegna un simbolo sul proprio corpo. Si innamorano, vanno a vivere insieme nella villa ristrutturata, lei inizia a cantare nella band di lui, nasce Maybelle. Ma la bambina a 6 anni si ammala di cancro. Chi ha amato "La guerra è dichiarata" di Valérie Donzelli non può non vedere "Alabama Monroe". Anche se l'esito non è positivo come nel film francese, si parla più di vita che di morte, come ha sottolineato Van Groeningen.
In sala il supercriminale Parker, personaggio uscito dalla penna del grande giallista Donald Westlake (con lo pseudonimo Richard Stark) e il capolavoro d'animazione del 1997 di Hayao Miyazaki "Principessa Mononoke". La sempre bravissima Julianne Moore vale il prezzo del biglietto del sentimentale "The english teacher". Per gli appassionati del genere horror ecco "La stirpe del male" degli statunitensi Matt Bettinelli- Olpin e Tyler Gillett, finto documentario su una coppia di sposini di ritorno da un'alcolica luna di miele con una "dolce" sorpresa. Storia vera invece per Atom Egoyan, che in "Fino a prova contraria" ricostruisce il processo a tre adolescenti del Tennessee in odor di satanismo. Biglietto a 3 euro per tutti i film (5 euro per il 3D) da oggi al 15 maggio per la Festa del Cinema, replicata dopo l'ottimo risultato (66% di spettatori in più) del 2013.
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