Grandi eventi, i manager in aula «Ecco come Cuzzi ci escludeva»

7 Giugno 2022

I testimoni dell’accusa parlano degli affidamenti dei concerti e delle manifestazioni dal 2014 al 2019 «Proposi la Bertè a 35mila euro senza esito. Poi l’assessore si affidò a Cipolla, al costo di 38mila euro»

PESCARA. Sul banco dei testimoni, nel processo “Grandi eventi”, ieri sono stati ascoltati altri testi dell’accusa rappresentata dal pm Luca Sciarretta. Due imprenditori dello spettacolo e due militari della guardia di finanza che parteciparono all’inchiesta sugli affidamenti dei concerti e delle manifestazioni che l’allora assessore al Turismo Giacomo Cuzzi, uno dei principali imputati, concesse sempre allo stesso promoter Andrea Cipolla che, secondo l’accusa, come contropartita pagò anche delle spese elettorali all’esponente politico.
«LAVORAVA SOLO CIPOLLA»
«Nei cinque anni in cui l’assessore Cuzzi gestì quel settore in Comune, pur mandando proposte non ho mai lavorato. Che io sappia in quegli anni nessuno lavorò per il Comune tranne le due società di Andrea Cipolla». È il promoter Antonio Moccia, titolare di una società che organizzava eventi musicali e non, a rispondere così alle domande della pubblica accusa, volte a disegnare quello che accadeva sotto la gestione di Cuzzi che, sempre secondo l’accusa, avrebbe affidato direttamente al suo amico Cipolla, nel periodo dal 2014 al 2019, 21 eventi per un totale di oltre 1 milione e 200 mila euro.
«Conoscevo Cipolla», prosegue il teste, «perché era stato uno dei boys di Raffaella Carrà nel programma “Carramba che sorpresa”». Poi spiega al pm perché nel 2019 si rese disponibile per fare campagna elettorale per l’attuale sindaco Carlo Masci. «Feci la campagna elettorale per Masci che era anche l’avvocato della nostra famiglia: gli feci da autista. Volevo che i vecchi amministratori andassero via perché avevano monopolizzato tutto e nessuno altro di noi ha potuto lavorare in quel periodo». E poi: «Ho lavorato in precedenza con l’ex sindaco Luigi Albore Mascia, ma con Alessandrini mai».
IL CASO BERTÈ
Emiliano Piccirilli, da 20 anni promoter con una società di Chieti Scalo, spiega invece al collegio il meccanismo con il quale avveniva la scelta dell'artista. «Sono stato esclusivista di alcuni artisti di fama internazionale. Gli artisti hanno un loro manager nazionale al quale ci rivolgiamo per avere l’esclusiva regionale, per poi andare a proporre il nostro cast ai vari Comuni o comitati. All’epoca avevo artisti come Loredana Bertè, Enrico Ruggeri, Paolo Belli, Paolo Vallesi, Dolcenera, Silvia Mezzanotte. Con questa esclusiva che otteniamo dobbiamo garantire alla produzione un certo numero di concerti per l’artista. Al Comune di Pescara proposi Loredana Bertè nel 2018 e mi incontrai per la prima volta anche con Cuzzi: di solito inviamo via pec le nostre proposte. Bertè costava sui 35 mila euro comprese le mie provvigioni, che erano di 2/3 mila euro, e il service audio-luce. Ma non ottenni niente. Qualche settimana dopo venni contattato da Cipolla che mi chiese la Bertè come artista per farla esibire in un concerto per il Comune di Pescara e lo accontentai». E alla fine, solo l’artista costò al Comune 38 mila euro, più di quanto aveva offerto Piccirilli. «Che io sappia», aggiunge il teste, «tutti i grandi eventi in quegli anni al Comune di Pescara vennero organizzati da Cipolla, non solo in estate, ma anche a Capodanno. Soltanto nel 2019, con la nuova giunta di centrodestra, riuscii a lavorare con il Comune, con l’assessore Cremonese e l’anno scorso portai la Rappresentante di lista». Dopo il controesame delle difese, che fanno dire al teste che non si potevano fare delle gare in quanto non ci potevano essere due o più esclusivisti dello stesso artista, il pm Sciarretta riprende la parola e chiede al teste se era indispensabile passare attraverso i promoter. E il teste risponde che il Comune avrebbe potuto avere il contatto diretto con il manager dell’artista scelto e che comunque lui non aveva mai offerto un artista a un Ente prima di aver sottoscritto con il manager del cantante il contratto di esclusiva regionale.
GLI ALTRI IMPUTATI
Sul banco degli imputati, oltre ai citati Cuzzi e Cipolla (ieri presenti in aula), figurano anche Simona Di Carlo, Moreno Di Pietrantonio, l’altro imprenditore musicale Cristian Summa, la funzionaria della Asl Leila Colucci, Alessandro Michetti e Gianfranco Berardinelli. Sono accusati, a vario titolo, di corruzione, finanziamento illecito dei partiti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e turbata libertà degli incanti
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