Grandi eventi, tutti scarcerati Ma Cuzzi non può stare a Pescara

Divieto di dimora per l’ex assessore; a Cipolla e Summa vietato collaborare anche gratis con gli enti Confermato per Simona Di Carlo il divieto di lavorare alla Asl. Per Di Pietrantonio si decide lunedì
PESCARA. Tutti scarcerati, dal tribunale del riesame dell'Aquila, i protagonisti dell'inchiesta “Grandi Eventi”, anche se la misura a loro carico ancora resta, ma in maniera molto affievolita.
L'ex assessore al turismo, Giacomo Cuzzi, ha il divieto di dimora a Pescara; gli imprenditori dello spettacolo che sarebbero stati favoriti con affidamenti diretti delle manifestazioni, Andrea Cipolla e Cristian Summa, per un anno non potranno avere rapporti, neppure in maniera gratuita o soltanto sponsorizzati, con enti pubblici; per l'ex assessore comunale Simona Di Carlo c'è stata la conferma della misura che già il Gip di Pescara, su istanza della difesa, aveva rivisto, e cioè il divieto per un anno di lavorare all'interno della Asl, dove venne assunta proprio con un concorso fatto ad hoc per lei dal suo collega di partito, Moreno Di Pietrantonio. Per quest'ultimo i giudici aquilani decideranno invece lunedì, dopo la discussione che per lui è stata posticipata per un difetto di notifica. Ma comunque anche per Di Pietrantonio, così come per Simona Di Carlo, era già arrivata la trasformazione degli arresti domiciliari nella sospensione dall'attività lavorativa in Asl per la durata di un anno: misura che potrebbe essere confermata anche per lui (il collegio difensivo era composto dagli avvocati Iadecola, Lotti, Spagnuolo, Di Silvestre). In sostanza, ha retto l'impianto accusatorio del sostituto Luca Sciarretta che ieri, in maniera inusuale, ha scelto di essere lui a sostenere le ragioni della conferma della misura degli arresti domiciliari davanti al tribunale del riesame.
Una scelta che probabilmente ha inciso sulla decisione dei giudici. Sciarretta ha sostenuto che nulla è cambiato nel quadro accusatorio e che restavano in piedi i gravi indizi di colpevolezza.
Certo che, a distanza di venti giorni dagli arresti del 9 luglio scorso, con le varie autosospensioni dalle cariche intervenute nel frattempo, sarebbe stato davvero arduo per l'accusa, sperare in una conferma degli arresti domiciliari.
Per l’ex assessore Giacomo Cuzzi, principale protagonista di questa vicenda giudiziaria, che ha avuto una riforma certamente soddisfacente, ma più vincolante rispetto agli altri, si pone adesso un problema. Con il divieto di dimora a Pescara e con il divieto di accedere al Comune di Pescara senza l'autorizzazione del giudice, diventa difficile poter pensare, nonostante la momentanea sospensione imposta dal Prefetto, di poter tornare a sedere in consiglio comunale, dove peraltro Cuzzi è già stato sostituito da Marco Presutti, secondo dei non eletti. Al posto di Cuzzi, infatti, sarebbe dovuto entrare il primo dei non eletti, ossia Moreno Di Pietrantonio, a sua volta anche lui sospeso in quanto coinvolto nella stessa inchiesta “Grandi eventi”.
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