Grandinata con beffa: nessun risarcimento e danni all’agricoltura

10 Luglio 2020

Un anno fa la tempesta di ghiaccio che flagellò Francavilla Gravi perdite per i coltivatori e zero indennizzi dalla Regione 

FRANCAVILLA. Un anno dopo la grandinata del 10 luglio 2019, che ha colpito in lungo e in largo la città di Francavilla, molto è stato fatto per riparare ai danni provocati dalla tempesta di ghiaccio, ma qualcosa resta ancora da fare, specialmente sotto il profilo delle private abitazioni e delle auto. In quella circostanza infatti, furono centinaia i tetti letteralmente bucati da chicchi di ghiaccio grandi quanto palline da tennis, per non parlare dei vetri e delle carrozzerie delle vetture, distrutti in quei 15 minuti che tanto male hanno fatto.
Se per quanto riguarda gli edifici pubblici come le scuole, il mercato, le palestre, il palazzetto dello sport e il bocciodromo il Comune è riuscito a lavorare in maniera piuttosto rapida, tanto che già nel mese di settembre tutti gli alunni sono potuti rientrare nelle loro sedi, meno bene è andata ai privati.
Guardando la città dall'alto i segni della grandine sono ancora presenti su alcuni dei tetti più colpiti, mentre chi è riuscito a sistemare spesso l'ha fatto mettendo dei rattoppi che puntualmente propongono criticità.
E se è vero che ancora oggi capita di vedere automobili con vetri lesionati o con i bozzi sulla carrozzeria, è altrettanto vero che dei circa 60 milioni di euro denunciati dai residenti a seguito della campagna di risarcimento proposta d'urgenza nei giorni seguenti all'evento, nulla è stato restituito. Non c'è stato il riconoscimento dello stato di calamità da parte della Regione, e così facendo chi pensava di potersi affidare a un contributo, almeno parziale, è rimasto deluso. Gli unici che sono riusciti a recuperare qualcosa sono stati i sottoscrittori di assicurazioni private, una fetta evidentemente esigua della popolazione. Non meglio è andata all'agricoltura, come spiegano in una nota congiunta l'assessore Luisa Russo e il consigliere Remo Di Palma: «Il settore quest’anno ha subito gravissime perdite, prima con la grandinata del 10 luglio per cui non c'è stato alcun indennizzo regionale e poi con il Covid», scrivono i due in una nota. Solo la scorsa estate, i coltivatori avevano denunciato una riduzione di circa il 50% del raccolto, tra pomodori e fragole, prodotti tipici della terra, oltre al danneggiamento e alla distruzione di strutture e macchinari. A conferma del quadro critico, gli amministratori aggiungono: «Quest'anno, causa emergenza sanitaria, siamo stati costretti ad annullare due importanti manifestazioni come “Fiori e Fragole” e “Rosso ma non Troppo”, entrambi finalizzati alla promozione dei prodotti locali. Troveremo tuttavia altre soluzioni per continuare a sostenere il settore e a promuovere i prodotti agricoli locali, come l'amministrazione ha sempre fatto».