Grandine, niente risarcimenti agli agricoltori di Francavilla

10 Ottobre 2019

Danni per un milione e 300mila euro: produzioni dimezzate, a cominciare dal pomodoro a pera Ma la Regione ha escluso tutta la provincia dal riconoscimento dello stato di calamità. L’ira di Luciani

FRANCAVILLA. Oltre al danno, la beffa. Si può sintetizzare così la condizione degli agricoltori francavillesi, danneggiati prima dalla grandinata del 10 luglio scorso e poi lasciati a bocca asciutta dalla Regione. Questo perché, con la delibera dello scorso 30 settembre, l’ente ha escluso l’intera provincia di Chieti (e quindi anche Francavilla) dai Comuni interessati dal riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento atmosferico, in quanto i danni stimati sarebbero inferiori al 30 per cento della Plv (Produzione lorda vendibile). Ma andiamo con ordine.
Dopo la grandinata dello scorso 10 luglio, che ha colpito principalmente i comuni costieri dell’Abruzzo, con Francavilla tra i primi, gli agricoltori hanno avanzato 97 domande di risarcimento danni per un importo di circa 1 milione e 300mila euro. Di questi, 618mila euro riguardano i danni alle coltivazioni, in particolar modo al pomodoro a pera, fiore all'occhiello della produzione locale, la cui consueta festa di fine luglio è stata messa seriamente a rischio per la produzione ridotta del 50 per cento circa. Altri 578mila euro fanno riferimento alle strutture, mentre quelli occorsi alle attrezzature e ai veicoli ammontano a poco meno di 82mila euro.
Dopo la visita degli operatori della protezione civile locale e nazionale, gli interessati si attendevano il riconoscimento dello stato di calamità naturale, “confortato” dagli oltre 60 milioni di danni complessivi stimati tra abitazioni private e automobili distrutte da palle di ghiaccio, piovute dal cielo grandi come arance. Invece no. A far infuriare il sindaco Antonio Luciani, è stata però la scelta di destinare tutti i 7 milioni di euro di risarcimento all’area del Fucense, in particolare al comune di Trasacco dove, secondo le stime, i danni avrebbero superato il 40% della Plv. «Non metto assolutamente in dubbio i danni stimati in quella zona», scrive il primo cittadino, «ma, andando a memoria, mi consta che l’eccezionale grandinata, così come riportato anche dai mass media locali e nazionali, abbia interessato perlopiù la fascia orientale della regione. Tanto che sembra beffardo come sulla copertina del report delle condizioni avverse dello scorso 10 luglio, ci sia stampata l'immagine del mare Adriatico bombardato dalla grandine. Nonostante questo», conclude, «nessun euro sarà destinato ai nostri agricoltori».
Sul sito della Regione le parole dell’assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente, che puntualizza: «L’importo del danno accertato per zone colpite deve essere almeno pari al 30% della Produzione lorda vendibile, affinché si possa procedere all’attivazione degli interventi previsti dalla normativa nazionale. I danni accertati nelle zone della provincia di Chieti risultano essere al di sotto di tale percentuale, anche se localmente consistenti».
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