Grano estero nella pasta a mensa Coldiretti: fare subito chiarezza
PESCARA. Coldiretti chiede «chiarezza» sulla pasta servita nelle mense scolastiche di Pescara. È questa la prima reazione all’inchiesta avviata dalla procura dopo un esposto presentato dal deputato...
PESCARA. Coldiretti chiede «chiarezza» sulla pasta servita nelle mense scolastiche di Pescara. È questa la prima reazione all’inchiesta avviata dalla procura dopo un esposto presentato dal deputato del M5S Andrea Colletti e dal consigliere comunale Massimiliano Di Pillo: secondo la denuncia, la pasta servita negli asili e nelle scuole elementari non sarebbe prodotta solo con grano italiano, come impone il capitolato di gara, ma con una miscela di grano italiano ed estero.
«Quanto sta accadendo», dice Coldiretti Abruzzo, «conferma la necessità di una maggiore trasparenza sulla provenienza della materia prima usata per tutte le produzioni alimentari, soprattutto per quelle di largo consumo di cui la pasta è probabilmente la più diffusa ed apprezzata. Chiediamo pertanto che venga verificato il rispetto delle regole sancite dal capitolato nell’interesse delle famiglie pescaresi. Auspichiamo che la procura faccia chiarezza al più presto, soprattutto perché si parla di alimentazione dei bambini e delle aspettative delle famiglie pescaresi che hanno scelto il servizio. È stata proprio Coldiretti insieme all’Istituto senologico abruzzese (Isa) a chiedere al Comune di inserire nel capitolato cibi a chilometro zero prodotti con materia prima italiana o, ancor meglio abruzzese, in linea con le aspettative delle famiglie». Il pastificio, nei mesi scorsi, ha mandato una nota in Comune in cui si spiega che «i grani utilizzati sono di provenienza italiana». Ma per il M5S ci sono ancora dei dubbi in quanto, in uno scambio su Whatsapp, il servizio clienti del pastificio avrebbe ammesso che la pasta è prodotta con una «miscelazione» di grano italiano ed estero.
Secondo Coldiretti, «un pacco di pasta su tre è purtroppo prodotto con grano coltivato all’estero»: a gennaio 2018 entrerà in vigore il decreto sull’etichettatura obbligatoria dell’origine del grano duro sulle confezioni di pasta. «I consumatori devono essere messi sempre nella condizione di scegliere quale pasta mangiare», dice Coldiretti, «a maggior ragione in Abruzzo, che è considerata a livello mondiale la culla della pasta italiana e in cui, su una superficie totale a cereali di 87 mila ettari (di cui 34.500 ettari a grano duro per una produzione di circa 1.400.000 quintali per un valore di circa 35 milioni di euro), operano circa 20 mila aziende con cereali che, reduci dalla campagna cerealicola appena conclusa, hanno regalato un grano eccellente per tutti gli indicatori qualitativi ossia colore, vitrosità, glutine, peso specifico e proteine. Un grano eccellente da ogni punto di vista», conferma Coldiretti, «che, per diventare pasta, non deve sopportare tra l’altro lo stress di lunghi trasporti e il trattamento chimico con prodotti vietati in Italia dove la maturazione avviene naturalmente con il sole».

