«Grazie a chi amava Luca, prestato dal cielo»

26 Gennaio 2021

La compagna Sara si rivolge a tutti quelli che hanno pianto la morte di Mamprin, fisioterapista del Settebello

PESCARA. E’ con il cuore gonfio e gli occhi commossi che Sara Elena Iannetti ringrazia i tanti, tantissimi, che hanno dimostrato vicinanza e affetto per la prematura scomparsa del suo compagno di vita Luca Mamprin, il giovane fisioterapista della Nazionale di pallanuoto venuto a mancare solo pochi giorni fa a causa di una leucemia contro cui ha combattuto con la forza e la fede che lo hanno sempre contraddistinto. «Luca è stato un angelo», dice riprendendo le parole di suo figlio Lorenzo, amato e cresciuto dallo stesso Luca con l’affetto di un padre, «era sulla terra per compiere quello che doveva e poi è tornato in cielo. E’ con questo spirito che voglio ringraziare quanti hanno saputo ricordarlo con l’amore e il rispetto che merita, a cominciare proprio dalla stampa che ha avuto parole di stima e grande delicatezza, e poi gli amici, il gruppo della pallanuoto, i suoi pazienti. Un coro di voci che ha riscaldato il mio cuore e quello dei suoi cari». Un ragazzo che nei suoi 40 anni di vita ha fatto del suo talento come professionista qualcosa di più, impegnandosi sempre nell’aiutare il prossimo, immaginando un mondo migliore a cui è riuscito a dare forma. Ambientalista, altruista, saggio e competente, con una passione per la montagna. Era un punto di forza del Settebello con cui ha condiviso grandi successi come il mondiale di Gwangju 2019, uno dei tanti premi vinti, che gli era valso un riconoscimento ufficiale da parte del Comune di Pescara. Un momento di orgoglio per questo ragazzo che aveva scelto il capoluogo adriatico come sua città d’elezione da più di 15 anni, il luogo dove ha trovato l’amore e in cui ha aiutato tante persone a guarire. «Il suo grande sogno era la medaglia d’oro a Tokyo», si legge in una nota della Federazione italiana nuoto, «ora toccherà ai ragazzi del Settebello giocare anche per lui e in ogni gol ci sarà un po’ del suo talento di uomo e fisioterapista».
E’ a tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato, e in cui ha lasciato un vuoto difficile da colmare, che Sara dedica la poesia di Henry Scott Holland che Luca ha lasciato in eredità e che inizia così: «La morte non è niente, sono solamente passato dall’altra parte, è come se fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora». (m.d.s.)