«Grazie a Zeman, Pescara ha ritrovato il sorriso»

21 Febbraio 2017

Dopo un gennaio tragico, il tecnico boemo ha di colpo riacceso l’orgoglio

PESCARA. Come un principe azzurro, come un mago, un santone. Come uno capace di rompere incantesimi o fare miracoli. Anche se poi, alla fine, non è sicuro che li farà. È così che sulla coda di un inverno nero Pescara si è risvegliata Zemanlandia.

Cinque gol e stop, si torna a vincere dopo otto mesi e un campionato segnato da umiliazioni. In pole position su tv e giornali nazionali a parlare del boemo che alla sua prima all’Adriatico ha riacceso l’orgoglio di una città. Che non dimentica Oddo, che se la prende coi giocatori che non l’hanno salvato. Ma che comunque si riaccende e torna a sognare.

«La felicità che può regalare il calcio è come quella che può dare una bella torta a uno che sta male il giorno del compleanno», dice il cardiologo Leonardo Paloscia, responsabile dell’unità di Emodinamica dell’ospedale civile e «abbonato fedelissimo» allo stadio. «Il calcio può alleviare, soprattutto da noi aggiunge un po’ di felicità dopo il peso che hanno avuto gli ultimi eventi in provincia». E senza rinunciare al sogno: «Io la vedo che forse si può fare, può succedere qualcosa, abbiamo Chievo, Sampdoria e Udinese, se becchiamo un filotto... magari ci salviamo».

«Queste cose dimostrano come il calcio sia un romanzo così popolare, perché disegna delle trame sorprendenti», dice il sindaco Marco Alessandrini, «nessuno avrebbe scommesso su una vittoria così tonda da creare un momento di gioia dopo il mese brutto che ha vissuto la nostra comunità. La strada è lunga, ci sono tredici finali da giocare», ricorda il sindaco, «ma ci sono dei nomi che quando vengono qui sono in grado di accendere gli entusiasmi. Galeone prima, Zeman adesso. Il loro calcio spettacolare ha lasciato il segno».

Sdrammatizza un po’ Vincenzo Olivieri, cabarettista pescarese creatore di un’infinità di personaggi. «Zeman lo paragonerei al “mio” mago Suatta, quello delle magie più assurde, tipo far sparire la birra dal bicchiere bevendola sotto un lenzuolo. E poi far vedere che il bicchiere era vuoto. Ecco, Zeman è venuto, ha fatto la magia e non sa neanche lui che magia ha fatto. Ma la squadra gli ha ridato. E sinceramente sono un po’ scioccato, in positivo. E anche se forse l’entusiasmo va frenato, perché dipende anche dalle altre squadre, va bene l’ottimismo che si è creato e che fa bene a tutta la città. Però, ok il carisma del nuovo allenatore e il merito psicologico che gli va riconosciuto, ma dietro c’è il lavoro fatto prima da Oddo. I ragazzi in campo erano già pronti grazie a lui».

Scalpita l’ex sindaco super tifoso Luigi Albore Mascia, «irriducibile con la I maiuscola». «La città aspetta di esplodere», spiega sicuro, «di ritrovare il sorriso, mortificata dai risultati. Senza pensare ai responsabili, il problema è recuperare l’orgoglio che appartiene a questa città, sempre fiera della sua squadra. E io ci credo, secondo me la salvezza del Pescara è molto meno miracolosa di quello che si dice. Ma serve un ambiente che ritrovi serenità con la sua squadra».

Ha parole per Oddo Anita Mastromattei speaker storica di radio Parsifal cresciuta nell’era di Galeone quando tutti i protagonisti di allora passavano allo stabilimento del papà Eriberto. «Domenica allo stadio è stato un crescendo di gol in gol, ho rivisto abbonati che non tornavano allo stadio da due -tre mesi; si rideva, anche dopo, all’uscita. Ma oltre alla grande gioia, umanamente mi dispiace per Oddo, perché probabilmente meritava che ci fosse lui a festeggiare la vittoria. Forse, per sdrammatizzare, gli si potrebbe mandare un Tapiro da Staffelli. Così, giusto per strappargli un sorriso».

«Emotivamente parlando, i pescaresi che hanno assistito alla partita di domenica sono usciti più leggeri dallo stadio», racconta felice il presidente della Camera di commercio Daniele Becci, presenza fissa allo stadio. «Sappiamo tutti quale potere abbia il calcio oggi nel nostro Paese e sicuramente ha ridato un senso di piacere che a Pescara avevamo perso. Tant’è che ieri (domenica ndr) a Pescara si vedeva più gente che sorrideva, una ventata di buon futuro, di ottimismo sicuramente. Dopodichè è chiaro che non si può passare da un eccesso a un altro. Vedremo domenica prossima, sicuramente passeremo una settimana molto più tranquilla, anche la squadra si allenerà con più gioia».

«Speriamo che si sia rigirata la dea della Fortuna», è l’augurio di Claudio Minicucci, titolare e “animatore” della gastronomia “Alla chitarra antica” gettonata anche da sportivi e calciatori, «ma sono contento che dopo la campagna diffamatoria di Preziosi all’andata con il Genoa, quando il Pescara s’è fermato come se gli avesse fatto la macumba, ha rimediato cinque pere. Speriamo che sia una ripartenza. Onore a Oddo, un signore. No comment sui giocatori».

La mette su fascino e carisma l’attrice Franca Minnucci: «Zeman ha un grande carisma, sa motivare i giocatori, perché ha gli strumenti dell’uomo saggio, dell’uomo forte, dai modi bruschi ma imprevedibili. Quasi un guru, anche per i suoi tratti un po’ orientali. La città in questi mesi si è sentita in grande inferiorità. Anche se non ce la faremo Zeman ci avrà risollevati, e questo, come pescarese, dico che ci serve».

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