«Grazie, Pescara Ora anche il Delfino è nel mio cuore»

22 Settembre 2015

Dal primo ottobre Vincenzo D’Antuono andrà in pensione Attori e musicisti per il saluto alla città d’adozione

PESCARA. «Sono stati cinque anni bellissimi: ho conosciuto una comunità laboriosa che ha voglia di darsi da fare, ho trovato tante persone amiche che mi hanno accolto e voluto bene anche in momenti non facili e ho conosciuto amministratori che si sforzano per migliorare le condizioni di vivibilità della gente». C’è un velo di nostalgia che traspare dalle parole forbite e dalle pause cadenzate del discorso di commiato del prefetto Vincenzo D’Antuono.

Una commozione mascherata dalla patina di formalismi e strette di mano della cerimonia istituzionale che si è tenuta ieri pomeriggio nella sala dei Marmi del palazzo che ospita Provincia e Prefettura.

Ma l’emozione dell’ultimo giorno di servizio, prima dell’agognata pensione, sbuca fuori con una frase sussurrata durante la firma del protocollo d’intesa per l’integrazione e il recupero dei migranti, ultimo atto ufficiale da prefetto della città di Pescara: «Amo questa terra, faccio il tifo anche per il Pescara, è la mia seconda squadra dopo il Napoli che però gioca in serie A».

Dal primo ottobre D’Antuono, classe 1950, di Castellammare di Stabia, lascia l'incarico di prefetto dopo oltre cinque anni di servizio in città e una lunga carriera tra Roma, Nuoro, Pavia, Vercelli e Isernia. Al suo posto, in attesa della nuova nomina governativa, ci sarà la vicaria Paola Aiaci, che ha iniziato la sua carriera proprio al fianco di D’Antuono e, come garantisce quest’ultimo, «ha la pazienza e la bravura di ascoltare le persone, risolvendo i problemi o semplicemente trattando tutti con umanità e rispetto».

Per l’ultimo saluto gli amici, i rappresentanti delle istituzioni e delle autorità cittadine, regionali e nazionali, delle categorie produttive, delle forze armate e del mondo del volontariato, si sono riuniti ieri alle 18 in una sala del consiglio provinciale addobbata a festa. In prima fila il questore Paolo Passamonti, accanto alle massime autorità civili e militari.

Tanti i nomi in sala: presenti, tra gli altri, il sindaco Marco Alessandrini, che gli ha consegnato una targa con il ringraziamento dell’intera comunità, il presidente della Provincia Antonio Di Marco, le parlamentari Vittoria D'Incecco e Federica Chiavaroli, il comandante provinciale dei carabinieri Paolo Piccinelli, il comandante della compagnia dei carabinieri Claudio Scarponi, il generale Claudio Quarta, il colonnello Michele Sirimarco, il comandante della Direzione marittima Enrico Moretti, il prefetto di Chieti Antonio Corona, il comandante della Guardia di finanza Francesco Mora, l’attrice Rossella Micolitti, i musicisti Davide Cavuti e Michele Di Toro, e l’ex manager degli Eagles David Moss. E poi i sindaci dei Comuni della provincia, i consiglieri comunali e regionali, gli amministratori di ieri, l’ex prefetto Andrea Gentile e il vicario Fulvio Rocco, il presidente della Camera di commercio Daniele Becci e di Confindustria Enrico Marramiero.

«Il fondamento principale di una città è la sicurezza», ha sottolineato D’Antuono, «tolto questo valore, non rimane più nulla. Non so per la città, ma di sicuro so che per me sono stati cinque anni bellissimi, importantissimi. So che la comunità pescarese mi ha accolto sempre bene, mi sono sforzato per dare tutto me stesso, ma ho ricevuto sicuramente tanto e ho imparato tanto anch'io».

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