Green pass da venerdì Chi non lo ha è beffato

Senza certificato verde niente ristoranti al chiuso, eventi sportivi e musei Chi lavora negli alberghi, nelle palestre e nei bar sarà costretto a vaccinarsi
È già partito il conto alla rovescia per l’estensione dell’obbligo di Green pass. Tra poco meno di 48 ore, infatti, si allargherà la cerchia di attività per cui diventa necessario esibire il certificato verde. Una lista che verrà arricchita a breve. Governo e regioni, infatti, hanno in programma un vertice questa mattina e stanno valutando di introdurre l’obbligo di certificato verde sui tre fronti principali lasciati scoperti dall’ultimo decreto: la scuola, i trasporti e il lavoro.
LE REGOLE. Le certezze, al momento, riguardano le numerose attività per cui sarà obbligatorio mostrare il Green pass già da venerdì. Dal 6 agosto, infatti, il certificato verde sarà necessario per svolgere attività sportiva individuale e di squadra.
Resta consentita la pratica degli sport individuali negli spazi all’aperto anche senza certificato di avvenuta vaccinazione. Sarà invece vietato l’ingresso nelle piscine, nei centri natatori, nei centri benessere e nelle palestre senza Green pass. Non sarà possibile neppure consumare al tavolo nei locali al chiuso di bar e ristoranti senza certificato verde. Altre importanti attività, condizionate dall’introduzione del Green pass, sono quelle ricreative. Sarà necessario, infatti, esibire il certificato di avvenuta vaccinazione per assistere agli spettacoli dal vivo, o per prendere parte a sagre e fiere. Stesso discorso per l’accesso ai luoghi culturali, come i musei, ai parchi divertimento e agli impianti sportivi.
Ma non è tutto, perché da venerdì 6 agosto servirà il certificato verde anche per l’ingresso nelle sale gioco, nelle sale scommesse, nelle sale bingo e nei casinò. Per quanto riguarda i concorsi pubblici, non sarà necessario avere il Green pass al momento dell’iscrizione: sarà importante esibirlo al momento dell’inizio delle prove. Senza Green pass, inoltre, non sarà possibile prendere parte a feste e ricevimenti.
LA PRECISAZIONE. Una delle novità, già presente nell’ultimo decreto e ora prontamente specificato dal governo, riguarda le visite negli ospedali.
Chi è in possesso del certificato verde, infatti, avrà il permesso di andare a trovare amici e parenti ricoverati negli ospedali. Di conseguenza, per chi è senza Green pass, restano in vigore le regole attuali, con la maggior parte delle strutture che vieta l’ingresso ai non autorizzati.
LE NOVITÀ IMMINENTI. Questo primo elenco di attività, irreggimentate dal Green pass, molto probabilmente verrà arricchito già oggi. È in programma alle 9,30, infatti, un vertice straordinario Stato-regioni, e probabilmente anche un consiglio dei ministri successivo, che dovrebbe sciogliere alcuni nodi cruciali, legati al Green pass e discussi nelle ultime settimane. Il mirino resta ovviamente sui tre settori chiave: scuola, aziende e trasporti.
LA ROAD MAP. Il percorso per l’introduzione del Green pass anche in questi settori è già stato tracciato e seguirà un andamento graduale, tenendo conto anche del ritmo tenuto dalla campagna di vaccinazione nelle prossime tre settimane.
Allo studio, infatti, ci sarebbe già una norma che prevede l’obbligo di Green pass per i lavoratori di alcune attività strategiche. Nello specifico, si tratta di quelle dove, dal 6 agosto, il certificato verde sarà già previsto per regolamentare l’accesso dei clienti. Primi fra tutti alberghi, bar e ristoranti, ma si sta valutando anche l’estensione dell’obbligo di certificato verde per i lavoratori dei circoli sportivi e delle palestre.
È possibile, infatti, che la stretta su queste specifiche attività confluisca già nel prossimo decreto.
TRASPORTI LUNGA DISTANZA. L’altra novità imminente dovrebbe riguardare l’introduzione del Green pass per l’utilizzo dei trasporti a lunga distanza: treni interregionali, aerei e navi. Il certificato verrebbe controllato poco prima di salire a bordo.
LE IPOTESI ALLO STUDIO. La road map è stata dunque impostata e il Green pass si appresta a regolamentare alcuni fronti delicati, come la scuola e il lavoro. Soprattutto per la scuola, la data cruciale per l’introduzione del Green pass potrebbe essere il 30 agosto.
LE SCUOLE. I prossimi giorni saranno, infatti, determinanti in vista del rientro in classe. Durante il vertice di oggi, il governo illustrerà il Piano scuola 2021-2022 alle regioni, dopo le anticipazioni filtrate nei giorni scorsi che non prendevano in considerazione l’obbligo di Green pass per il rientro in aula. La decisione sulle scuole, però, si incastra con l’andamento della campagna di vaccinazione. Tra i membri del personale scolastico, infatti, la somministrazione delle dosi prosegue a buon ritmo ed è uno dei motivi per cui il governo non si è ancora pronunciato e, con molta probabilità, attenderà ancora qualche settimana, in attesa di capire l’andamento della curva dei contagi. Nei giorni scorsi, però, oltre alla bozza del Piano era filtrata anche la possibilità di un sistema di penalità “a livelli”, fino alla sospensione dello stipendio, per gli insegnanti che non dovessero accettare di vaccinarsi. Uno scenario che i sindacati vorrebbero evitare.
La prima bozza del nuovo Piano scuola, inoltre, consigliava fortemente la vaccinazione per gli studenti dai 12 anni in su, e questo resta un punto cruciale da cui partire.
TRASPORTI LOCALI. Al tema delle scuole è connesso quello dei trasporti locali. Se per quelli a lunga distanza l’obbligo di Green pass appare ormai imminente, per il trasporto pubblico locale (treni e bus con itinerario entro i confini della regione) l’obbligo potrebbe essere introdotto a partire dai primi di settembre. In questo modo, infatti, verrebbe reso obbligatorio in corrispondenza della riapertura delle scuole.
Su questo fronte, però, molte regioni, tra cui l’ Abruzzo, ritengono necessario un ulteriore piano di investimenti per favorire il mantenimento della distanza (soprattutto all’interno degli autobus) e offrire un servizio più efficiente limitando i focolai.
L’OBBLIGO NELLE AZIENDE. È il terzo grande tema assente dall’ultimo decreto, ma è anche quello più delicato. Se ne discute da parecchio tempo ma i leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil non si considerano ostili alla necessità di vaccinare più lavoratori possibili, soprattutto quelli delle categorie più esposte al contagio. Inevitabilmente, però, sono stati posti dei paletti in merito alle possibili sanzioni per i lavoratori che non si vaccinano. Il governo non sembra ancora intenzionato a forzare la mano, ma proprio per questo motivo la decisione potrebbe slittare di qualche giorno rispetto alle altre questioni sul tavolo.

