Green pass, divieti, vaccini Le date dei nuovi obblighi

7 Gennaio 2022

Il calendario da sapere con l’entrata in vigore delle ultime misure del Governo

C’è il primo tentativo europeo di introdurre un obbligo vaccinale per le fasce di età più a rischio, ma ci sono anche le nuove estensioni sull’uso del Green pass e del super Green pass, che aumentano sensibilmente le restrizioni per chi non ha ricevuto il siero. Le tante misure introdotte dal Governo con i recenti decreti – per ultimo quello approvato il 5 gennaio e non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale – servono per frenare la rapida avanzata della variante Omicron, ma rischiano di generare confusione. Facciamo ordine tra le varie misure.
LE Novità
sulla quarantena
La novità principale entrata in vigore dal primo gennaio è quella sulle quarantene: niente isolamento fiduciario, ma solo autosorveglianza e obbligo di usare la mascherina Ffp2 per almeno dieci giorni, per i contatti stretti di un positivo che abbiano ricevuto la dose booster o abbiano completato il ciclo vaccinale primario da meno di 4 mesi, o siano guariti dal Covid nei 4 mesi precedenti. Il periodo di autosorveglianza termina al quinto giorno, ma solo se asintomatici: in caso di comparsa di sintomi serve il tampone. Chi è vaccinato da oltre 4 mesi, se asintomatico, dovrà fare una quarantena di 5 giorni. Nessuna modifica per chi non è vaccinato: la quarantena resta di 10 giorni.
GLI OBBLIGHI
sulLE MASCHERINE
Già dal 25 dicembre, invece, oltre all’obbligo di indossare la mascherina all’aperto in tutte le regioni, è stato introdotto anche l’obbligo di usare le mascherine di tipo Ffp2 in luoghi chiusi come cinema e teatri, sui mezzi di trasporto pubblico e per partecipare a eventi pubblici sportivi al chiuso e all’aperto, come le partite allo stadio, ma anche sugli impianti sciistici di risalita. Sono inoltre obbligatorie per il personale delle scuole dell’infanzia oppure di altri istituti frequentati da alunni che sono esonerati dall’obbligo di indossare le mascherine per problemi di tipo respiratorio.
Gli obblighi
per gli over 50
In Abruzzo gli ultracinquantenni sono 609mila, quelli vaccinati invece sono 554mila. Per i 55mila che mancano all’appello la libertà di scelta è finita. Dal momento della pubblicazione del nuovo decreto – oggi o domani – tutti loro (tranne gli esenti) dovranno vaccinarsi. L’obbligo vaccinale per età è una svolta inedita in Europa. La misura riguarda tutti coloro che sono nati prima del 16 giugno del 1972. Ieri il Governo ha fatto sapere che sono previste sanzioni da cento euro, inflitte dall’Agenzia delle Entrate attraverso l’incrocio dei dati tra la popolazione residente e quelli che risultano vaccinati. Per gli over 50 guariti dal Covid il vaccino diventerà obbligatorio sei mesi dopo il tampone negativo che certifica la guarigione.
La stessa platea di persone over 50, dal 15 febbraio non potrà lavorare se non vaccinata: da quel giorno entrerà in vigore per loro anche l’obbligo di super Green pass sul lavoro. Riguarderà sia i lavoratori pubblici che privati. Chi non lo mostrerà non riceverà lo stipendio, ma conserverà il posto di lavoro e sarà considerato assente ingiustificato, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, fino alla presentazione del super Green pass. Chi non rispetterà il divieto rischierà multe tra 600 e 1.500 euro.
LE NOVITÀ
per le UNIVERSITÀ
Da subito, invece, scatta l’obbligo di vaccinazione per il personale docente e non docente delle università, che viene quindi definitivamente equiparato a quello della scuola, ma anche a quello della sanità e alle forze dell'ordine. Per gli studenti universitari resta l’obbligo del Green pass “base”.
Inoltre, ieri, a causa dell'aumento del contagi da Covid, il ministero dell’Università e della Ricerca ha inviato a tutti gli atenei una nota che consente lo svolgimento delle sedute di laurea ed esami con modalità a distanza per la sessione di gennaio e di febbraio.
l’ESTENSIONE
del green pass base
L’ultimo decreto del Governo estende anche la lista di attività in cui è richiesto il Green pass “base”, quello che si ottiene con il semplice tampone negativo.
Dal 20 gennaio il Green pass base sarà necessario per andare anche dal parrucchiere, dal barbiere, dall’estetista o in qualsiasi centro di servizi di cura alla persona.
Dal primo febbraio, invece, sarà richiesto anche per accedere in tutti gli esercizi commerciali, ad esclusione di quelli che vendono prodotti essenziali, come gli alimentari. I non vaccinati dovranno eseguire il tampone e presentare il Green pass base anche per accedere agli uffici pubblici, nelle banche, nelle finanziarie e negli uffici postali.
l’ESTENSIONE
del SUPER GREEN PASS
Scatta invece già lunedì 10 gennaio l’obbligo di presentare il super Green pass – che si ottiene solo con vaccino o guarigione – in alcune attività e servizi in cui finora bastava il Green pass base. In primis i trasporti pubblici: non basterà più il certificato semplice per salire su aerei, treni, navi, pullman, trasporti locali, tram e metropolitane. Ma anche in palestra e in piscina, nei musei e nelle mostre, in fiere, convegni, congressi, centri benessere e terme (tranne che per i servizi sanitari), nelle sale gioco e nei parchi divertimento. Super Green Pass necessario anche per entrare negli alberghi e per partecipare a matrimoni o feste per cerimonie civili o religiose. Già necessario dalla fine del 2021, invece, per consumare al bar e al ristorante, anche al bancone oltre che al tavolo.
il SUPER GREEN PAS
durerà di meno
Dal primo febbraio si ridurrà per tutti anche la durata del super Green pass. Il certificato verde “rafforzato” scadrà infatti dopo sei mesi – anziché nove come oggi – a partire dall’ultima vaccinazione o dalla guarigione. La misura è stata pensata per spingere la popolazione a partecipare alla campagna per la terza dose “booster”.
l’attesa
per la TERZA DOSE
Sulla dose booster la data da segnare sul calendario è quella di lunedì 10 gennaio, quando l’intervallo minimo tra la somministrazione della seconda e quella della terza dose sarà ridotto da cinque a quattro mesi. Il governo ha deciso di accorciare i tempi a seguito della rapida diffusione della variante Omicron verso cui le due dosi di vaccino stanno dimostrando un’efficacia ridotta, per il fisiologico decadimento della copertura vaccinale dopo mesi dalla somministrazione.