Green pass, doppie verifiche per i 700 dipendenti comunali

Da domani controlli all’ingresso e a campione. Il dirigente: all’inizio linea morbida
PESCARA. Una verifica ad ogni accesso all'interno delle strutture comunali, e un’altra a campione.
Il Comune di Pescara ha deciso di optare per una doppia linea nell’ambito dei controlli del Green pass dei dipendenti.
Da domani, come per tutti i lavoratori del settore privato e pubblico, anche i circa 700 dipendenti dell’ente pescarese dovranno dotarsi di Green pass per accedere al luogo di lavoro, secondo quanto disposto dal decreto licenziato dal consiglio dei ministri lo scorso 16 settembre e poi firmato dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, il 21 settembre.
Nelle ultime settimane, aziende pubbliche e private si sono dovute adeguare, individuando un protocollo mirato alla verifica del pass che consentirà ai dipendenti di svolgere regolarmente l’attività lavorativa. Il Green pass può essere ottenuto con vaccino, 15 giorni dopo la prima dose oppure con un tampone valido 48 ore. La carta verde può essere richiesta anche se si è guariti dal Covid negli ultimi 6 mesi. Esenti solo quanti non possono sottoporsi al vaccino per motivi di salute certificati dal medico. «Abbiamo deciso», spiega il dirigente al Personale, Fabio Zuccarini, «di fare sia una verifica a campione tra i dipendenti e sia il controllo all’accesso, che abbiamo demandato alla società che si occupa della reception nei palazzi comunali. Per il momento la verifica sarà manuale attraverso app, ma stiamo valutando un’integrazione del sistema automatico di controllo della misurazione della temperatura che è già attivo ai varchi».
Sono circa 700 i dipendenti del Comune di Pescara, la maggior parte dei quali sono concentrati nei due palazzi comunali di piazza Italia e al comando dei vigili urbani, che conta circa 150 persone.
«Per quanto riguarda quei dipendenti che prendono servizio prima delle 7,30, prima dell’ingresso degli addetti al controllo, come operai o vigili, la verifica verrà eseguita da alcuni capisquadra», chiarisce il dirigente. Il controllo del Green pass sarà esteso non solo ai dipendenti dell’ente, e agli amministratori comunali, ma anche a tutti coloro che accedono al Comune per prestazioni lavorative esterne e a quanti si recano a palazzo di Città per partecipare a riunioni organizzate. In caso di mancanza del pass, il lavoratore, pubblico o privato, viene considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio fino alla presentazione del certificato.
Qualora il lavoratore dovesse accedere al luogo di lavoro senza Green pass, il datore deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul Green pass è punito con una sanzione amministrativa che va da 400 a mille euro. «Abbiamo previsto anche un controllo a campione», evidenzia Zuccarini. «Tuttavia in una fase iniziale, adotteremo una linea morbida per far abituare i dipendenti. Ciò significa che se troveremo qualcuno sprovvisto di Green pass, lo inviteremo a prendere un permesso o le ferie, prima di arrivare alla sospensione immediata. L’auspicio è che a livello centrale venga introdotto qualche metodo per snellire i controlli, magari fornendo la possibilità su base volontaria ai dipendenti di comunicare la natura del Green pass e la sua scadenza».

