Grillo spegne il fuoco delle correnti interne Scontro Fico-Di Maio
Il Movimento 5 Stelle spaccato sul candidato a premier Di Battista: «Referendum sull’euro». Si lavora al programma
ROMA. Non serve un nuovo governo. Il Movimento 5 Stelle lo dirà domani al presidente della Repubblica durante le consultazioni al Colle. «Matteo Renzi si è dimesso: resta in carica per gli affari correnti, il Parlamento mette in calendario la legge elettorale, si fa, si aspetta la sentenza della Consulta e si va a votare», scandisce Luigi Di Maio, che tuttavia non farà parte della delegazione grillina che salirà al Quirinale così da evitare polemiche all’interno del Movimento in un periodo di forti fibrillazioni a causa del contrapporsi di due fazioni, una che fa capo al vicepresidente della Camera e l’altra a Roberto Fico. Tra i pentastellati c’è talmente tanta tensione che lo stesso Beppe Grillo è intervenuto per la seconda volta in quarantotto ore per dire che «nel Movimento 5 Stelle non esistono correnti. Abbiamo bisogno di idee condivise, non di opinioni divisive». Quindi, «chi pensa ai suoi interessi si faccia da parte».
Intanto Alessandro Di Battista annuncia, sempre in vista della scrittura del programma di governo, che il Movimento chiederà un referendum sull’euro. «Gli italiani devono poter decidere sulla moneta. Se l’Europa non vuole implodere, deve accettare che così non si può andare avanti», dice a Die Welt.
All’esterno è questa l’immagine che i grillini stanno provando a costruire ma a preoccupare è il fronte interno. L’assemblea dei parlamentari ha consegnato l’immagine di ciò che sta accadendo. Alcuni deputati infatti si sono ribellati alle «decisioni calate dall’alto», come la scelta di chiedere il voto con l’Italicum che sa tanto di “giravolta”. Tuttavia Danilo Toninelli ha spiegato ai dissidenti che non si tratta della legge voluta da Matteo Renzi ma di quella che rivedrà la Consulta.
Sta di fatto che la riunione, che era stata convocata per discutere del governo 5Stelle e per programmare le prossime mosse alla vigilia delle consultazioni al Colle, è finita nel caos con tanto di scontro tra chi voleva parlare del caso firme false di Palermo e chi invece ha silenziato l’argomento. Oggi ci sarà il secondo tempo. E così Grillo, nonostante qualcuno lo descriva “stanco” a causa del tour referendario, ha riversato sul blog tutta la sua ansia precisando che «il candidato premier sarà un candidato premier portavoce che proporrà agli italiani il programma di governo 5 Stelle votato in Rete». Quindi, il leader conclude: «Dobbiamo essere uniti e compatti. Un corpo solo, un’anima sola».
Parole che provano a smorzare i toni dopo che la deputata Roberta Lombardi ha ammesso che tra i grillini vi sia una diversità di vedute: «Fico e Di Maio hanno idee diverse del Movimento, certo, ma non ci vedo una corsa tra correnti per la spartizione delle poltrone». Grillo tuttavia, per evitare che si vada alla conta già adesso, quando ancora le elezioni potrebbero essere lontane, chiede a tutti di «partecipare alla scrittura del programma di governo e all’individuazione delle persone che lo attueranno, di lasciare da parte le questioni personali e l’interesse particolare. Altrimenti si faccia da parte». Parole lapidarie.
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