Guariti dal tumore: la proposta per garantire l’oblìo oncologico

Mozione di Taglieri (capogruppo M5S) rilanciata dal senatore Liris (FdI) contro le discriminazioni Anche chi non è più malato non può avere mutui, stipulare polizze sulla vita oppure adottare figli
L’AQUILA. I guariti dal cancro subiscono ancora discriminazioni per accendere un mutuo, per adottare un bambino, per l’avanzamento di carriera, per chiedere un prestito o ottenere un finanziamento, per aprire un’attività, per richiedere una copertura assicurativa e per il reinserimento lavorativo.
Parte da questo dato di fatto una nuova battaglia del Movimento 5 stelle abruzzese. Una battaglia per i diritti negati che vede sulla stessa lunghezza d’onda anche un esponente della maggioranza di centrodestra. È stato il capogruppo pentastellato, Francesco Taglieri, il 24 maggio scorso, a depositare in Regione una mozione da discutere a approvare in Consiglio che garantisca in Abruzzo il diritto all’oblio oncologico. Due giorni fa, anche il senatore di Fratelli d’Italia, Guido Liris, medico aquilano, ha rilanciato lo stesso appello.
Con il riconoscimento del diritto all’oblio oncologico, ad esempio, per accedere a servizi bancari, finanziari e assicurativi, non potranno essere richieste alla persona informazioni sullo stato di salute relative a malattie oncologiche pregresse, quando sia trascorso un certo periodo di tempo da individuare dalla fine del trattamento attivo in assenza di recidive o ricadute della patologia; tali informazioni non potranno più essere considerate ai fini della valutazione del rischio o della solvibilità del cliente. Lo stesso discorso andrà fatto per l’accesso alle adozioni di minori, perché se in linea generale le condizioni di salute degli aspiranti genitori adottivi non sono di per sé motivi escludenti l’idoneità all’adozione, in pratica la diagnosi di una patologia oncologica, di una malattia con una prognosi sfavorevole per la vita, è verosimilmente ritenuta condizione ostativa all’adozione, pur in assenza, nel nostro ordinamento, di un divieto di legge.
«Al di là dei diversi strumenti legislativi che ciascun Paese ha scelto per eliminare una simile odiosa discriminazione», scrive Taglieri nella mozione, «il contenuto delle normative è sostanzialmente analogo e pressoché identiche le soglie temporali, superate le quali si ha diritto all’oblio: 5 anni dalla fine del protocollo terapeutico nel caso di tumori insorti prima del ventunesimo anno di età; 10 anni per quelli sviluppati dopo il compimento dei 21 anni di età. Il legislatore francese», aggiunge il capogruppo dei 5 Stelle, «è andato persino oltre, stabilendo una soglia di 5 anni per tutte le persone guarite da un tumore, indipendentemente dall’età in cui questo è stato contratto».
Premesso questo, il consigliere d’opposizione chiede di approvare la sua mozione che impegna il presidente Marco Marsilio e la sua di giunta ad assumere tutte le iniziative necessarie per: adottare provvedimenti atti a sostenere il riconoscimento del diritto delle persone che sono state affette da patologia oncologica a non subire discriminazioni nell’accesso all’adozione di minori e ai servizi bancari e assicurativi; istituire la Consulta regionale per la parità di trattamento delle persone che sono state affette da patologie oncologiche; promuovere in ogni sede opportuna il dibattito pubblico utile a stimolare l’azione politica sul diritto del cittadino all’oblio oncologico; intraprendere ogni azione possibile presso le opportune sedi istituzionali, ed in particolare in sede di Conferenza Stato-Regioni, utile ad accelerare e finalizzare l’iter normativo avviato sul tema affinché non esista una discriminazione verso i pazienti sopravvissuti.
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