«Guerino, revocate quella concessione»

12 Agosto 2016

Un cantiere-trappola in pieno centro, accessibile a grandi e piccini, come documentato dal “Centro”. Una vergogna lunga 11 anni e già oggetto di denunce dell’ex consigliere di Rifondazione Maurizio...

Un cantiere-trappola in pieno centro, accessibile a grandi e piccini, come documentato dal “Centro”. Una vergogna lunga 11 anni e già oggetto di denunce dell’ex consigliere di Rifondazione Maurizio Acerbo. Che ieri è tornato a scagliarsi contro il Comune, reo di non avere revocato la concessione demaniale, affidata alla società Giemme (legale rappresentante Gianni Paglione): «C’è uno stato di abbandono e di degrado in quello che era un tempo forse il più prestigioso stabilimento balneare della città», sostiene Acerbo, «Sono anni che denuncio questo scandalo alla luce del sole. E' dal 2005 - data inizio lavori - che lo stabilimento è inscatolato. Una concessione balneare non è una proprietà privata. Lo scopo di una concessione è quello di fornire servizi, non di sottrarre un bene pubblico alla fruizione collettiva. Purtroppo l'amministrazione comunale, e quelle che l'hanno preceduta, non hanno dichiarato decaduta la concessione come prevede il Codice della Navigazione. Non è ora di dire basta? Non è ora di revocare? Non è ora che il Comune metta in gara la concessione consentendo ad altri operatori di far rivivere lo stabilimento?».