Guobadia: ora mi sento più forte
Il responsabile dell’Ufficio migranti parla di invidia e di odio verso il suo lavoro
PESCARA. «Sono sorpreso, stupito. Di certo non preoccupato. E neppure spaventato. Non avrei mai pensato che potesse accadere una cosa del genere». Così Patrick Guobadia, responsabile dell’Ufficio migranti della Cgil, commenta l’episodio di cui si è ritrovato involontariamente protagonista due giorni fa. Qualcuno ha scritto a fianco alla porta della Cgil di Pescara «Guobadia via». Ma Guobadia non riesce a spiegarsi il motivo. «In realtà non mi ha fatto né caldo né freddo», commenta dopo il presidio in piazza Italia organizzato dal sindacato per «esprimergli solidarietà e sostegno e per affermare e difendere i valori contro ogni forma di razzismo». E’ stata una «bella» manifestazione «nonostante il poco tempo per organizzarla e la pioggia»: è stato messo in piedi tutto in 24 ore e ieri pomeriggio è stato necessario scendere in piazza con gli ombrelli. «Credo che questo fatto sia legato all’invidia e all’odio nei miei confronti per il lavoro che faccio con gli immigrati» a cui la Cgil offre sostegno facendo «da ponte» con le istituzioni, ma non solo, per qualsiasi necessità incontrino in Italia.
«Non ho avuto problemi con nessuno», assicura. «Lo hanno fatto perché rappresento gli immigrati, perché li difendo. E la mia risposta è questa», dice all’autore della scritta. «Se voleva mettermi paura mi ha reso più forte. E vado avanti, non faccio passi indietro. È chiaro, poi, che chi fa queste cose è una persona di bassa cultura». In questo momento Guobadia assapora il bel clima che si è creato attorno alla sua persona, dopo quasi 38 anni in Italia e 18 in Cgil (dov’è assunto dal 2000, prima lavorava come collaboratore). I messaggi arrivati nelle ultime ore sono tantissimi e ce n’è stato uno che lo ha «commosso perché diceva che ho colorato la Cgil di tanti colori». (f.bu.)
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