Ha sacrificato la sua vita per salvare i figli La più piccola battezzata solo un mese fa

19 Agosto 2017

La scrivania di Bruno Gulotta, il trentacinquenne di Legnano ucciso a Barcellona, sembra quella di chi sa che non tornerà più: ordinata e senza un foglio o una penna in vista, fa una certa...

La scrivania di Bruno Gulotta, il trentacinquenne di Legnano ucciso a Barcellona, sembra quella di chi sa che non tornerà più: ordinata e senza un foglio o una penna in vista, fa una certa impressione. In realtà - raccontano i suoi colleghi a Tom's Hardware, sito di informatica dove lui era responsabile del marketing - era così che la teneva perché Bruno era ordinato, e affidabile. Lo era anche per la sua famiglia: la compagna Martina, che conosceva da una vita, e i due figli Alessandro, di 5 anni, e Aria, di cui ha postato le foto del battesimo il mese scorso. Aveva deciso di far fare rugby ad Alessandro dopo aver vagliato tutte le possibilità perché lo considerava lo sport più formativo. Sui social c'è una foto postata a ferragosto da Cannes. E' stata Martina ad avvisarli usando il cellulare di Bruno di quanto era successo ieri sera, tre ore dopo l'attentato. Ed è stata lei a chiedere prima il silenzio e poi, in mattinata, a dare l'ok alla pubblicazione del necrologio sul sito. «Una colonna portante» con «una fame insaziabile di conoscenza», una «persona generosa e di cuore» e anche «uno smanettone» ha raccontato nel ricordo Roberto Buonanno, country manager di Tom's Hardware, forse la persona con cui lavorava più a stretto contatto. Sempre vissuto a Legnano, ma originario di Napoli, laureato in ingegneria, Bruno era un appassionato di informatica, attento alla salute. Giovedì pomeriggio, spiegano alla Tom's, Bruno Gulotta aveva Alessandro per mano. Martina era vicina con Aria nel marsupio, ed ha fatto appena in tempo a evitare di essere travolta. Sul posto è arrivato subito il fratello minore di Bruno (che ha anche due sorelle) perché era già in Spagna. Adesso al lavoro stanno cercando un modo per aiutare la famiglia. Martina e Bruno non erano sposati e questo rende burocraticamente difficile anche solo pagare subito la liquidazione. «Ci hanno mandato un centinaio di messaggi online e mail. Tanti responsabili delle aziende con cui lavoriamo, che trattavano con Bruno - ha spiegato Buonanno - ci hanno chiesto di partecipare. Stiamo pensando a come fare». Intanto dal citofono del condominio dove Bruno e Martina si erano trasferiti da qualche tempo è stato tolto il nome e un paio di amici hanno cercato di tenere a distanza telecamere e giornalisti.
La famiglia ha chiesto attraverso il sindaco Giambattista Fratus riservatezza e «rispetto per un dolore che è molto grande».