Ha vestito i pescaresi per 60 anni Premiato il sarto Antonio Ferri

4 Agosto 2018

PESCARA. Antonio Ferri, classe 1939, il ragazzo di bottega diventato maestro di sartoria di alta classe. Ha vestito i più bei nomi della città, nei suoi atelier di via Roma e via Siena, quando i...

PESCARA. Antonio Ferri, classe 1939, il ragazzo di bottega diventato maestro di sartoria di alta classe. Ha vestito i più bei nomi della città, nei suoi atelier di via Roma e via Siena, quando i pescaresi avevano l’eleganza dei gentiluomini e delle gentildonne che si cambiavano più volte al giorno a seconda delle occasioni. Quando c’era l’abito del giorno, del pomeriggio, da cocktail, per la sera e lo smoking. Da un mese Antonio Ferri, ago e filo lo usa solo a casa e solo per gli amici più intimi. È andato in pensione, all’età di 78 anni e oltre 60 di carrierea cominciata nella bottega dei coniugi Paride e Olga Lucrezi.
Ieri mattina, il sindaco Marco Alessandrini ha ricevuto il sarto, originario di Silvi, nel suo ufficio a Palazzo di città e gli ha conferimento un encomio. Alla consegna del riconoscimento, una «pergamena di ringraziamento per aver dedicato alla sua passione, l’arte del cucito, tanti anni di professione», hanno partecipato la figlia Sandra Ferri, assessore al commercio al Comune di Francavilla e il consigliere regionale Alberto Balducci. «Sono felice e commosso di questo riconoscimento», ha detto il sarto dei vip pescaresi, «la mia vita è stata dedita al lavoro, con le mie creazioni al servizio di tanti commercianti storici».
Antonio Ferri è nato a Silvi,il 6 dicembre, da papà Francesco, che si occupava di trasporti con i cavalli e mamma Iolanda De Francesco, verduraia, che lo mandò garzone ad imparare il mestiere da un sarto. In seguito la famiglia, composta anche dai fratelli Marino (barbiere) e Luigi (che non c’ è più) si trasferì a Pescara, nel quartiere Villa del Fuoco.
Mamma Iolanda mandò il figlio nella bottega dei Lucrezi dove il bimbo si fece le ossa. «Quando mastro Paride morì», racconta Sandra Ferri, che per un periodo ha lavorato insieme al padre, «lui prese le redini del negozio, che guidò insieme a donna Olga, scomparsa di recente all’età di 98 anni, e lo condusse al successo. Vestì le famiglie De Cecco, Sideri, Pierangeli, Camplone, Estiarte, lo scomparso Carlo Pace. Tra gli sportivi, Giorgio Repetto, Bruno Pace e da sempre ha mantenuto la collaborazione con Zulli sport, caffè Excelsior, Italiani. La sua sartoria è stata il punto di riferimento di tanti pescaresi per decenni. Ha vissuto tutte le mode, dai pantaloni alla zuava alle giacche finemente lavorate».
«La sua attività è stata davvero democratica», ha detto il sindaco Alessandrini, «perché ha vestito tutti, anche i sacerdoti che andavano a commissionargli gli abiti talari. Antonio è un vero artigiano, che insieme all’arte del taglio e del cucito, ha coltivato una cosa importantissima, la memoria cittadina».
Il ragazzo di bottega, all’epoca, negli Anni Cinquanta, «era colui», ricorda Antonio Ferri, «che guardava la maestria del sarto, che puliva il ferro da stiro e lo riempiva di carbone. Giorno dopo giorno, le mie mansioni si fecero più importanti, dal filo lento all’imbastitura. Nella mia sartoria sono passati personaggi illustri, dottori, avvocati, politici, professionisti. Era il tempo in cui gli uomini e le donne si cambiavano d’abito il giorno, il pomeriggio, la sera, indossavano gli smoking e si incontravano nei gran caffè, nella balera del parco Florida o al teatro Pomponi». (c.co.)