«Ho difeso la pace e l’ho detto al Papa»

Ha preferito rifiutare un’opportunità di lavoro nel principale consorzio europeo per la costruzione di missili e armi per la difesa, nonostante che fosse disoccupato. Lo ha fatto per ribadire il...
Ha preferito rifiutare un’opportunità di lavoro nel principale consorzio europeo per la costruzione di missili e armi per la difesa, nonostante che fosse disoccupato. Lo ha fatto per ribadire il proprio impegno a favore di una società non violenta. Un’esperienza che Federico Di Iorio, ingegnere aerospaziale di 29 anni di San Nicolò, ha raccontato, nell’ottobre scorso, davanti a papa Francesco, in occasione della XV assemblea del Sinodo dei Vescovi. Il premio nazionale “Domenico Allegrino” gli è stato consegnato per la scelta coraggiosa fatta a difesa dei valore della pace e della vita umana.
Lo rifarebbe?
Sì, lo rifarei anche se non è stato semplice. Il sostegno dei miei familiari, della mia ragazza e del Movimento dei Focolari, di cui faccio parte, è stato determinante. Era il mese di settembre del 2015: mi ero appena laureato e avevo mandato curriculum ovunque, senza risultato. Stavo pensando di riciclarmi come ingegnere meccanico, quando sono stato contattato dal consorzio. Dopo aver sostenuto una serie di colloqui, con esito positivo, mi hanno fatto capire che volevano concludere la trattativa in un incontro con l’ingegnere capo. E’ stato in quel momento che è scattato il campanello d’allarme. Non volevo rinunciare ai valori in cui credo. Mi sono documentato e ho saputo che l’azienda vendeva missili e congegni anche a difese di Paesi in cui c’erano guerre in atto. Non potevo contribuire a tutto questo e ho rifiutato. Sono stato fortunato perché, un paio di settimane dopo, ho ricevuto un’altra proposta dall’azienda di Torino in cui lavoro attualmente e dove si producono componenti meccanici per i motori degli aerei.
Che emozione ha provato davanti a papa Francesco?
Ero nervosissimo. Quando sono salito sul palco, ho fissato i suoi occhi e ho visto che era attento e concentrato su di me. Mi è sembrato che il resto della platea svanisse e ho ritrovato la calma e la serenità.
Qual è il messaggio che vuol lanciare attraverso la sua testimonianza?
Che non bisogna mai rinunciare a ciò in cui si crede. I giovani possono dare un prezioso contributo alla costruzione di una società non violenta, possono essere costruttori di pace. Un impegno si può dimostrare anche attraverso scelte concrete e forti, che impongono sacrifici. (g.b.)
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