«Ho dubbi solo sui posti letto: un po’ pochi»

2 Marzo 2017

Il direttore generale della Asl di Pescara: pronti ad adeguarci, siamo in rosso per 16 milioni di euro

PESCARA. «Siamo in fase avanzata. Ci siamo mossi per tempo e abbiamo già studiato come riorganizzare l'azienda. Contiamo a breve di emanare il nostro atto aziendale che dovrà poi essere approvato dalla Regione». Così il direttore generale della Asl di Pescara, Armando Mancini, a proposito dell'atto aziendale che, in conformità alle nuove linee guida approvate dalla Giunta regionale, dovrà essere adottato entro 30 giorni. «Abbiamo partecipato alla discussione sulla redazione delle nuove linee guida, che sono state condivise e non calate dall'alto dalla Regione», sottolinea Mancini, parlando di un atto che «nel complesso migliorerà l'efficienza e l'efficacia dell'azienda sanitaria pescarese». «Il nuovo atto», spiega infatti il manager della Asl, «contiene alcune importanti semplificazione nell'ambito dei dipartimenti della Asl, nonché una significativa valorizzazione del personale infermieristico. L'atto, inoltre, recepirà il piano di riordino ospedaliero». Qualche dubbio Mancini lo esprime in merito al numero dei posti letto fissato dallo Stato: 3,7 ogni mille abitanti, di cui tre per “acuti” e 0,7 per “non acuti”, cioè riabilitazione e lungodegenza post-acuzie. Un tetto massimo cui anche la Asl di Pescara si è praticamente già adeguata. «E' sicuramente un limite che pone qualche problema», dice il direttore generale, «perché è un patrimonio modesto di posti letto, un tetto piuttosto basso, con possibili ripercussioni e conseguenze in termini di ricettività degli ospedali».

Sul fronte economico la Asl di Pescara registra uno sbilancio di 16 milioni di euro. «Lo scorso anno era di 22 milioni, poi ci abbiamo lavorato e siamo riusciti ridurlo», illustra Mancini, «portandolo a 16 milioni. La situazione è difficile, come per tutte le Asl. Ovviamente l'obiettivo dell'Azienda deve essere quello di portare il bilancio in pareggio. Continueremo a lavorarci e a migliorare, ma non è semplice perché le prestazioni vanno offerte e serve un livello occupazionale sufficiente».

Sospesa la partita degli ospedali di Penne e Popoli. Il primo dovrebbe diventare un ospedale di zona disagiata, con Pronto soccorso, mentre il secondo un Polo riabilitativo, con punto di primo intervento. «Al momento», conclude Armando Mancini, «è tutto bloccato, perché la delibera per il riordino dei due presidii è stata impugnata davanti al Tar».

Lorenzo Dolce