«Ho perso mio figlio per uno stop: basta tragedie, rispettate le regole»

CITTA’ SANT’ANGELO. «Ben venga ogni intervento per limitare la velocità e disciplinare il traffico, ma la responsabilità individuale resta sempre il miglior deterrente». A parlare è Danilo Erasmo,...
CITTA’ SANT’ANGELO. «Ben venga ogni intervento per limitare la velocità e disciplinare il traffico, ma la responsabilità individuale resta sempre il miglior deterrente». A parlare è Danilo Erasmo, papà del giovane Lorenzo, deceduto una settimana fa, a 22 anni, in seguito a un incidente stradale in zona Sant'Agnese, proprio mentre con la sua auto stava entrando nell'azienda dove lavorava, la Barberini, per iniziare il suo turno. «Chiariamo subito una cosa: Lorenzo non è morto solo per un eccesso di velocità, ma per una più ampia violazione del codice della strada da parte del furgone che lo ha centrato in pieno. Non era un ragazzo imprudente, anzi. Poi figuriamoci, in quel momento stava entrando in azienda, incolonnato insieme a tante altre auto di colleghi. Sarà andato a non più di 20 o 30 chilometri all’ora». E continua: «Il furgone che lo ha travolto non si è fermato allo stop, procedendo a una velocità ben superiore a quella consentita. La macchina di mio figlio è stata presa sul lato passeggero e sbalzata per almeno 30 metri. Purtroppo se non si rispettano limiti e regole è difficile mettere un freno a tragedie come questa».
Poi, sull'annuncio dell'amministrazione angolana di voler installare degli autovelox, Erasmo aggiunge: «Sulla Lungofino penso sia opportuno. Percorro quella strada da 12 anni, più volte al giorno. La conosco come le mie tasche e non posso far altro che confermare il problema dell’alta velocità. Tanto che, quando mi hanno telefonato per comunicarmi l'incidente di Lorenzo, pensavo fosse avvenuto lì. L'ho percorsa tutta, fino alla Marina, senza trovare nulla. Allora ho alzato nuovamente la cornetta per chiedere lumi, e quando mi è stato comunicato il punto in cui era avvenuto, ho tirato un sospiro di sollievo. Pensavo fosse una cosa meno importante, la strada che passa davanti alla Barberini non è a rischio alta velocità. Ho pensato: per quanto grave possa essere, si sarà rotto un braccio, una gamba. Mai avrei potuto immaginare quello che invece ho scoperto pochi minuti dopo».
Proprio sulla sicurezza lungo le strade, papà Danilo, comprensibilmente avvolto dal dolore, ha voglia di lanciare un appello a giovani e meno giovani: «Spero con tutto il cuore che la morte di mio figlio non passi inosservata. Il rispetto delle regole è fondamentale per evitare tragedie simili. A volte, come accaduto a mio figlio, si è solo vittima della condotta altrui. E noi genitori ci ritroviamo a piangere una perdita così assurda».
La scomparsa di Lorenzino, così veniva affettuosamente chiamato dagli amici per via di un carattere mite e sempre disponibile, ha scosso un’intera comunità, tanto che domenica c’erano oltre mille persone nella chiesa di Sant'Agostino alla Marina: «È stata una manifestazione d'affetto che ci ha lasciato senza parole», commenta il padre del 22enne. «Il grande affetto ricevuto ha aiutato a lenire il dolore che avevamo e che abbiamo dentro e che porteremo sempre con noi. A fine messa ho voluto ringraziare tutti i presenti, perché il virus ci ha privato anche di un abbraccio di conforto. Lorenzo vivrà sempre nei nostri cuori». (a.d.s.)
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