«Ho visto la morte in faccia»

Marinella è ricoverata in Ortopedia: sono una miracolata, là passano i bimbi
PESCARA. «Come sto? Abbastanza bene. È andata benissimo». Nonostante il dolore alla gamba che sopporta con l’aiuto degli antidolorifici, è questo che si ripete Marinella Agresta, la 49enne di Pescara che due giorni fa è stata investita da un pioppo caduto sopra la sua macchina, in via Avezzano.
Lei era in quella Citroen C3 che doveva essere il suo riparo durante la pausa pranzo dal supermercato Tigre di via Venezia, dove lavora. E invece stava per trasformarsi nella sua tomba. Parla dalla sua stanza di ospedale, reparto di Ortopedia, dove dovrà rimanere almeno altri 4, 5 giorni per le medicazioni alla profonda ferita riportata sulla gamba destra.
Signora Marinella, ha capito come è successo?
Un ramo di quel tronco mi è entrato dentro e mi ha lacerato la coscia. Non ci sono rotture. E meno male che lo sterzo si è staccato ed è andato giù, sotto, e non contro la pancia.
Dalla foto dell’auto distrutta dal tronco si vede un rosario che penzola dallo specchietto retrovisore. È credente?
Sì, sono cattolica. Penso di essere stata miracolata, anche fortunata. È stata una questione di centimetri, me l’hanno detto anche i medici.
Che ricorda di quei momenti?
Ho visto la morte in faccia. Non pensavo di... quella scena ce l’ho sempre davanti agli occhi.
Ce la può raccontare?
Stavo in macchina, avevo appena finito di mangiare un panino ero in pausa pranzo. Mai avrei pensato che si potessero staccare anche solo dei rami. Ho messo l’auto lì anche altre volte, e non sono la sola. Anche lunedì c’erano le macchine dei genitori che vengono a riprendere i bambini all’uscita da scuola, in via del Concilio. Sono loro che poi hanno chiamato i soccorsi, li ringrazio tutti. Dal primo all’ultimo.
Ha visto l’albero cadere?
All’improvviso mi sono ritrovata questa botta sul parabrezza e questo ramo che mi si è conficcato nella gamba e non mi faceva muovere. Ero immobilizzata, sanguinavo.
Ha chiamato qualcuno al telefono?
No, ero bloccata. Sono state le altre mamme, le persone intorno alla macchina. Ma i soccorsi sono arrivati subito, in un quarto d’ora ero fuori.
Che ha pensato in quei momenti?
Ho pensato che non ce l’avrei fatta. Mi sono vista tutta la vita davanti. Brutto.
Come va la convalescenza?
Sto facendo le medicazioni, dolorose, ma siamo donne, siamo combattive. Per ora mi aiutano gli antidolorifici, ma per quello che ho rischiato va bene così. Dovrò restare in ospedale almeno altri 3, 4, giorni.
Il vicesindaco Blasioli ha detto che vuole venirla a trovare. Se verrà, che cosa gli dirà?
Che la visita non basta, deve prendersi l’impegno di provvedere affinché queste cose non succedano più a nessuno. Basterebbe un po’ di manutenzione delle piante. In via Avezzano, ci sono sempre le macchine con i genitori che aspettano i figli all’uscita da scuola.
Pensa di fare causa al Comune?
Vediamo che dice l’avvocato. Ancora non lo vedo.
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