Honda e Sevel, scattano misure preventive
Al lavoro con la mascherina i dipendenti reduci da zone di contagio. Per loro la mensa è vietata
ATESSA. Anche i due colossi dell'automotive della Val di Sangro si preparano ad arginare il Covid 19 e una crisi economica che avrebbe pochi precedenti in Abruzzo se dovessero arrestarsi le catene di montaggio.
Sevel e Honda hanno attivato le linee guida del ministero della Salute. In particolare in Sevel (oltre 6mila dipendenti) sono stati installati distributori di gel disinfettante per le mani e, a seguito di una recente circolare, non si possono effettuare assemblee sindacali con i lavoratori. Tra le fabbriche fornitrici di Sevel c'è la Mta di Codogno, attualmente ferma, che realizza centraline per gli stabilimenti di Pomigliano, Melfi, Cassino e Sevel. L'azienda tuttavia ha all'attivo un buono stock di materiali che consente di non fermare gli stabilimenti. Ogni settimana ci sarà una riunione tra sindacati e azienda per aggiornare la situazione.
Honda, unico stabilimento europeo per la produzione di scooter e moto (circa 800 i dipendenti), ha attivato il crisis management team. Intensificate quindi le attività di igienizzazione di mensa, spogliatoi, aree di somministrazione di bevande e snack, infermeria, bagni e installati distributori di gel disinfettanti. A scopo cautelativo restano sospese le trasferte di lavoro nelle aree considerate ad alto rischio e limitate quelle in tutte le altre aree favorendo l’utilizzo della videoconferenza; restano sospese anche le visite scolastiche, i corsi di formazione e gli eventi aziendali. In fase di studio lo smart working, la possibilità di lavorare al computer da casa. Qualora «strettamente necessarie», recita il protocollo Honda, «le visite sono regolate con procedura di autodichiarazione all’ingresso in stabilimento. Gli associati che sono andati di recente nelle regioni colpite da Coronavirus per motivi di lavoro o privati dovranno utilizzare durante l’intero periodo di lavoro, per i 14 giorni successivi alla visita, le maschere che l’azienda mette a disposizione e prenotare il pranzo al sacco evitando l’accesso in mensa».
Daria De Laurentiis

