Hotel, prenotazioni a metà E il bonus vacanza non tira

5 Agosto 2020

Reggono solo il litorale teramano, la Costa dei Trabocchi e le località di montagna Giovannelli (Federalberghi): «La Regione adotti misure specifiche per il turismo»

L’AQUILA. Gli alberghi abruzzesi sono pieni a metà. E le prenotazioni, per il mese di luglio che si è chiuso da poco e quello di agosto, sono al 50% rispetto al 2019. È un’estate agrodolce per i titolari delle strutture ricettive dell’Abruzzo che, complici le scarse disponibilità nei bilanci familiari e le misure di distanziamento imposte dal Governo per l’emergenza coronavirus, si sono viste ridurre, e di molto, gli incassi. La forbice del calo di turisti, nel confronto con lo scorso anno, oscilla tra -30 % e -60%, con una diffusione a macchia di leopardo. Anche i giorni di permanenza sono diminuiti: non più la classica settimana, allungabile a quindici giorni, soprattutto per le vacanze al mare. Anche nelle località balneari, la permanenza media nelle strutture non supera le quattro noti. Una contrazione registrata da Federalberghi che chiede, anche alla Regione, «un capitolo specifico di bilancio dedicato al turismo».
MENO VACANZE
Si parte da un dato. I turisti hanno meno soldi da spendere e scelgono vacanze di prossimità, senza allontanarsi troppo da casa. È così che l’Abruzzo si scopre, un po’ a sorpresa, la mèta alternativa alla Puglia per molti vacanzieri che arrivano da Nord e si fermano a metà strada. «Il calo medio è del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno», afferma Giammarco Giovannelli, presidente regionale di Federalberghi, «c’è un leggero recupero di presenze ma, seguendo le esigenze della domanda, è evidente che c’è la tendenza a ridurre la vacanza, anche nel tempo. Il che equivale a diminuire i costi per le famiglie che scelgono di pernottare, in media, non più di tre notti, anche nelle località costiere. Quest’anno è andata scemando la vacanza classica di una settimana al mare: il problema», fa notare Giovannelli, «è la mancanza di disponibilità economica, che pesa sui bilanci familiari. In molti casi la cassa integrazione non è arrivata; il bonus vacanze sta dando una mano, in tal senso, ma non nella misura prevista».
INCENTIVO PER POCHI
Non più del 30% dei vacanzieri che arriva in Abruzzo sta utilizzando il bonus vacanza.
«Si tratta di un incentivo che non aiuta nell’immediato gli albergatori», spiega il presidente di Federalberghi, «in quanto il recupero delle somme non incassate al momento del soggiorno, avviene solo dal mese successivo. Di fronte a una crescita della domanda del bonus, gli albergatori sono costretti a fare i conti non con incassi immediati, ma con un recupero successivo sul cassetto fiscale, pur dovendo pagare regolarmente stipendi e fornitori».
CHI TIENE DI PIÙ
Bene la costa teramana. Tirano anche la montagna e la costa dei Trabocchi «grazie ad un’operazione di sponsorizzazione che sta dando discreti risultati», afferma Giovannelli, «molti turisti che nelle passate stagioni sceglievano la Puglia hanno rivalutato una vacanza in Abruzzo, come mèta vacanziera da scoprire. La fidelizzazione, l’accoglienza, l’ospitalità sono fondamentali».
Nonostante questi segnali positivi, il calo delle presenze risulta marcato «e varia», evidenzia Giovannelli, «dal 30% al 60% in meno, rispetto allo scorso anno. Ad agosto stiamo cercando di recuperare le posizioni perse considerando, comunque, che il rispetto dei protocolli di distanziamento, sia nelle concessioni degli stabilimenti balneari che nelle aree comuni degli alberghi, produrrà una diminuzione naturale delle presenze nelle strutture».
FONDI AL TURISMO
«Chiediamo che l’Abruzzo, tenuto conto anche delle tante calamità naturali, investa sul turismo», conclude Giovannelli, «che deve essere la prima voce nel bilancio regionale. Serve un capitolo dedicato con risorse e misure specifiche, che consentano di organizzare l’agenda turistica regionale. Considerando anche che il turismo pesa per il 27% sul Pil regionale. Inoltre, non esiste una norma specifica sulle presenze legate agli affitti delle abitazioni private». (m.p.)