Hotel sulla costa pronti per l’ondata dei profughi

Federalberghi: «Noi ci siamo». E la Regione assicura 180mila dosi di vaccino
Hanno accolto gli sfollati dopo il terremoto del 2009. Poi di nuovo dopo quello del 2016. Gli alberghi della costa abruzzese sono stati presi come risorsa ed esempio in caso di grandi calamità. Ora anche il piano di accoglienza degli ucraini in fuga dalla guerra potrebbe passare per le strutture turistiche. Martedì si riunirà l’unità di crisi convocata dal governatore Marco Marsilio che prenderà una decisione. L’ondata di disperati è in arrivo. E Federalberghi Abruzzo, tramite il presidente Giammarco Giovannelli, si mette a disposizionei: «Siamo pronti per fare la nostra parte, come abbiamo sempre fatto». A questo punto la strada per l’accoglienza comincia a spianarsi. I fondi per le spese per la riapertura delle strutture sono già previste dalle linee guida.
Il numero di quanti arriveranno non è però definibile. Lo stesso capo del dipartimento di Protezione civile Fabrizio Curcio, interpellato ieri mattina dal Centro, non ha saputo dare ancora dati e certezze sull’ondata in arrivo. Anzi, ha difficoltà a individuare le località dove si sono rifugiati i primi 10mila ucraini giunti in Italia.
C’è però un altro fronte che incombe ed è quello della pandemia e quindi delle vaccinazioni degli stessi profughi. Ma la Regione assicura che ci siano scorte sufficienti per immunizzare tutti i profughi. Aspettandosi il peggio, l’Abruzzo può vantare 184mila dosi in magazzino: più che sufficienti per vaccinare a tappeto tutti gli ucraini che arriveranno. Ma, come spiega il responsabile regionale della campagna di vaccinazione Maurizio Brucchi, «serviranno anche gli altri vaccini che somministriamo normalmente, come l’anti-morbillo e l’anti-pertosse». L’operazione, quindi, si annuncia davvero molto più complessa di quanto già appare.
«Ci siamo organizzati», dice però il responsabile delle maxi emergenze sanitarie Alberto Albani. A fornire le linee guida per l’Abruzzo e per tutte le altre regioni, ci sono due documenti della Protezione civile e del ministero della Salute.
ACCOGLIENZA/1:
LE LINEE GUIDA
È stata pubblicata giovedì sera l’ordinanza del capo del dipartimento di Protezione civile Curcio che fissa le linee guida per l’accoglienza degli ucraini e nomina i presidenti delle Regioni commissari per la gestione dell’emergenza sul territorio. Hanno loro il compito di coordinare il trasporto delle persone, l’alloggiamento e l’assistenza, anche sanitaria. Dovranno farlo relazionandosi con le Prefetture e potendo contare anche sul personale volontario di protezione civile.
L’ordinanza annuncia anche l’arrivo di fondi ministeriali per la macchina organizzativa e consente l’assegnazione del permesso di soggiorno ai profughi e il loro svolgimento di attività lavorativa. Ma soprattutto, l’ordinanza introduce misure per “l’accelerazione delle procedure di attivazione dei posti del Sistema di accoglienza e integrazione”. Le Regioni si sono impegnate a recuperare più posti letto possibile.
ACCOGLIENZA/2:
IL PIANO ABRUZZESE
Per l’Abruzzo il commissario è quindi il governatore Marsilio, che ha subito convocato l’unità di crisi per martedì, da cui uscirà il piano regionale di accoglienza. Prenderanno parte alla riunione l’assessore Nicoletta Verì, Albani, Brucchi, i dg delle quattro Asl e Mauro Casinghini della Protezione civile abruzzese. Ed è partito il censimento delle strutture in cui ospitare i profughi, ma non sembrano bastare i centri di accoglienza, gli alloggi del progetto Case aquilano, l’interporto di Avezzano ed eventuali caserme dismesse.
Se l’ondata sarà massiccia, solo gli hotel della costa potranno risolvere un’emergenza che non ha precedenti. Il responsabile regionale Albani infatti non lo esclude, parlando di valutazioni in corso. Mentre Federalberghi apre alla possibilità.
«Gli albergatori della costa sono pronti ad accogliere i profughi», dice al Centro il presidente abruzzese dell’associazione, Giovannelli, «in virtù anche dell’esperienza risolutiva, sia per quanto riguarda il terremoto del 2009, sia per il sisma del 2016 quando l’organizzazione è diventata un modello, sia in epoca più recente ma in quantità ridotta per i profughi afghani».
IL FRONTE SANITARIO/1:
LE LINEE GUIDA
Il ministero della Salute ha intanto fissato le linee guida per fronteggiare l’ondata dei profughi dal punto di vista sanitario, con una direttiva del direttore generale della Prevenzione Giovanni Rezza. Il documento ordina alle Asl di provvedere innanzitutto all’esecuzione di un tampone anti-Covid a tutti gli ucraini entro 48 ore dall’ingresso in Italia. Poi alla vaccinazione contro il virus. Anche perché in Ucraina la percentuale di popolazione coperta dal siero è solo del 35%, a fronte dell’85% dell’Italia. Il timore è che l’ondata possa riattivare la diffusione del virus che qui è in fase calante. Non solo: le Asl dovranno somministrare anche le vaccinazioni di routine contro Epatite B, Tbc, Difterite, Tetano, Pertosse, Polio, Haemophilus influenzare b, Morbillo, Parotite e Rosolia.
IL FRONTE SANITARIO/2:
IL PIANO ABRUZZESE
«Su questo fronte siamo già organizzati, la macchina è già pronta e rodata dalle emergenze del passato: non ci sono quindi grandi preoccupazioni», afferma e rassicura il responsabile regionale delle emergenze Albani, «siamo felici di accogliere persone che stanno soffrendo. I profughi riceveranno la tessera sanitaria provvisoria di Stp (Stranieri temporaneamente presenti) e avranno quindi assistenza sanitaria gratuita».
Ma dove riceveranno il vaccino ? «Il piano prevede di tamponare e vaccinare tutti. Innanzitutto nei centri di vaccinazione diffusi, quindi gli hub del territorio, che sono rimasti attivi perché continua la campagna di vaccinazione della popolazione abruzzese», risponde Albani, «ma le Asl metteranno a disposizione anche team che vaccineranno i profughi impossibilitati a spostarsi direttamente nelle strutture e nelle abitazioni che li ospitano». Così come avevano fatto nei giorni scorsi Marsilio e l’assessore alla Sanità Verì, anche Albani rassicura sulla disponibilità di scorte di vaccino.
Secondo i dati ufficiali del ministero della Salute, infatti, in Abruzzo sono 184.624 dosi del vaccino anti-Covid di scorta. In gran parte sono i sieri della Pfizer a cui si aggiunge il Novavax.

