Hotel, turisti mordi e fuggi ma piace il bonus vacanze

23 Luglio 2020

Presenze dimezzate rispetto al 2019. Ma luglio registra una piccola ripresa Gli albergatori riadattano gli spazi: la sala riunioni diventa un’area colazioni

PESCARA. Un’estate partita in sordina, che sconta l’assenza dei turisti stranieri ed è costretta a fare i conti con l’onda lunga della pandemia. Il confronto con lo stesso periodo del 2019 è impietoso: nel mese di luglio le prenotazioni negli alberghi della costa pescarese e del centro città sono crollate di circa la metà. Ma, a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, la fotografia della stagione mostra una ripresina nelle ultime settimane rispetto alle aperture di giugno, trainata dai soggiorni “mordi e fuggi” del weekend e dalle tante richieste di attivazione del bonus vacanza.
Il voucher per le famiglie (da un minimo di 150 a un massimo di 500 euro a seconda dei componenti del nucleo familiare), inserito nel decreto Rilancio come strumento di sostegno alle strutture turistiche e ricettive nazionali, come conferma il presidente provinciale di Federalberghi Emilio Schirato «sta funzionando molto più di quello che ci saremmo aspettati». «Le adesioni da parte delle strutture rispondono a una scelta soggettiva», sottolinea Schirato, «all’inizio in tanti, non conoscendo lo strumento, temevano un sovraccarico di burocrazia in una stagione già messa a dura prova dal Covid e avevano quindi deciso di non utilizzarlo. Adesso, invece, la maggioranza degli albergatori ne riconosce la duttilità e l’eco positiva che sta avendo in termini di presenze e, tendenzialmente, si sta muovendo verso una logica di utilizzo».
Quello che è cambiato, rispetto alla stagione scorsa, è la tipologia dei soggiorni. Su Pescara, infatti, si è passati da un turismo business, concentrato nei giorni dal lunedì al giovedì, legato ai viaggi d’affari e alle convention, alle prenotazioni “mordi e fuggi” del fine settimana da parte di chi non intende rinunciare a qualche giorno di relax ma che non riesce a organizzarsi con largo anticipo per mancanza di tempo o per risicate disponibilità economiche. I titolari delle strutture hanno dovuto riadattarsi alle nuove abitudini dei visitatori e e all’Hotel Plaza, in piazza Sacro Cuore, Schirato ha trasformato una sala riunioni in sala colazioni, anche per ottemperare ai nuovi protocolli anti contagio. «Adesso è tutto concentrato», sottolinea il presidente di Federalberghi, «dal venerdì alla domenica, a differenza di quanto accadeva prima dell’emergenza sanitaria. Abbiamo chiuso il mese di giugno con appena il 20 per cento delle presenze negli hotel rispetto ai numeri del 2019. A luglio va leggermente meglio, ma se tutto andrà bene riusciremo a contenere le perdite al 50 per cento. Questo vuol dire che non siamo arrivati nemmeno alla soglia di galleggiamento».
Come riferisce anche Ivan D’Altorio, titolare dell’hotel Victoria in via Piave, al crollo dei turisti stranieri fa da contraltare l’aumento della richiesta interna, soprattutto dal Nord Italia e, in particolare, dalla Lombardia. «Molti sono di passaggio», spiega, «si fermano qui anche una sola notte e poi proseguono il viaggio verso Sud oppure, al contrario, arrivano dal Sud e sono diretti verso Nord fermandosi a Pescara a metà strada per spezzare il viaggio». «Relativamente all’eccezionalità del momento», aggiunge D’Altorio, «mi sento di dare a questa stagione un voto poco più che sufficiente, un 6,5 perché rispetto all’anno scorso siamo lontani anni luce, ma visto il contesto drammatico che stiamo vivendo poteva andare anche peggio. Il bonus vacanza tira tantissimo in fase di richiesta, ma alla fine se guardiamo alla reale conversione delle prenotazioni i numeri sono bassi».
«Abbiamo riaperto il 3 giugno», dice Antonietta D’Agostino, direttrice dell’hotel Bellariva sulla riviera, «le presenze di giugno sono state uguali a quelle di gennaio. Luglio è in leggera ripresa, ma molto al di sotto delle potenzialità: almeno al 40/50 per cento in meno. Sono mancati anche gli eventi sportivi, come l’Iron Man, a cui abbiamo dovuto rinunciare già dalla scorsa estate, e invece fino al 2018 ha traghettato tantissimi atleti. Purtroppo c’è ancora tanta paura del virus e si evita di prenotare con largo anticipo. L’unico dato positivo riguarda il sabato sera o il Ferragosto, per tutto il resto si fa fatica. Sono tante anche le richieste di preventivo rispetto al bonus vacanza, che accettiamo, ma la finalizzazione delle prenotazioni è scarsa, appena il 10 per cento».
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