I 200 milioni restano ancora fermi al palo

11 Ottobre 2018

Parla Fabris, vice presidente di Strada dei Parchi: «I fondi ci servono per completare la messa in sicurezza dei viadotti»

PESCARA. «Purtroppo, abbiamo dovuto prendere atto che i vertici tecnici del ministero ancora non ritengono che ci siano le condizioni per firmare i decreti attuativi che autorizzerebbero i lavori di messa in sicurezza dei viadotti, perché a loro dire non c'è la copertura; un fatto incomprensibile se si considera che il ministro Toninelli ha assunto, pubblicamente, l'impegno dello sblocco dei fondi». Così Mauro Fabris, vicepresidente di Strada dei Parchi Spa, concessionaria delle autostrade abruzzesi e laziali A24 e A25, sui circa 200 milioni di euro necessari per la messa in sicurezza di piloni e viadotti, sui quali, in particolare dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, è tornata la preoccupazione tra i cittadini.
IL VERTICE A ROMA. È stato il direttore della vigilanza concessioni autostradali del Ministero per le infrastrutture e trasporti, Vincenzo Cinelli, a prendere posizione nel corso della riunione tra Strada dei parchi e vertici del dipartimento della programmazione economica, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, che ieri pomeriggio a Roma ha esaminato il nuovo piano economico finanziario relativo alle due autostrade. Sui fondi è scoppiata la polemica in seguito alla mobilitazione della Regione Abruzzo, dopo che la somma era stata inserita nel decreto Genova a carico del Masterplan Abruzzo.
«I fondi sono importanti per completare la messa in sicurezza proprio di quei viadotti che sono stati oggetto di attenzione in famosi programmi televisivi su scala nazionale che hanno generato allarme nell’utenza. Sono convinto che il ministro possa risolvere la questione in breve tempo», aggiunge il vicepresidente di Sdp Fabris, che ha definito «passi in avanti importanti» sul rinnovo del piano economico finanziario relativo alla concessione delle autostrade A24 e A25.
IL PIANO ECONOMICO. Il Pef prevede come azione principale la messa in sicurezza sismica complessiva con un mega progetto da realizzare in 8-10 anni per un investimento di circa 3 miliardi e 100 milioni di euro. «C'è l'intesa su una questione sul tappeto da anni, un progetto che metterà definitivamente in sicurezza due autostrade strategiche in caso di calamità naturali», spiega Fabris. «Abbiamo aderito alle ipotesi del nuovo Pef che ci sono state avanzate dal dipartimento che dipende dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Giorgetti, segretario del Cipe. Attendiamo ora l'approvazione nelle prossime sedute per poi passare all'avvio dei lavori».
I LAVORI DA FARE. La messa in sicurezza è stata stabilita nella legge di stabilità approvata nel 2012, dopo che il terremoto dell'Aquila del 2009 ha evidenziato il carattere strategico delle due arterie sulle quali sono tornati allarmi e preoccupazioni dopo il tragico crollo del ponte di Genova. Una situazione che ha portato il ministro per le Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli a fare due sopralluoghi nel viadotto nei pressi del Comune di Bugnara, dopo le denunce dei cittadini.
Secondo quanto si è appreso, l'intervento di messa in sicurezza di 3 miliardi e 100 milioni, di cui 2 miliardi pubblici e 1,1 miliardi assicurati dalla concessionaria, sarà effettuato sull'attuale tracciato e riguarderà la messa a norma antisismica di 174 viadotti, 51 gallerie e di tutte le «opere d'arte»: le opere individuate sono quelle decise dal Consiglio superiore dei lavori pubblici nell'ottobre del 2017. Infine, sulla tariffa, è stata confermata l’ipotesi di aumento annuo del 3,5% nonostante Strada dei parchi abbia spiegato che l'importo è insostenibile per l'utenza. (l.a.)