I 4 del «Cerchio magico» e le strategie su Whatsapp
Sul telefonino di Dezio scoperta una chat dei vertici del centrosinistra: con i messaggini si pianificano le risposte agli attacchi dell’opposizione
PESCARA. Un «cerchio magico» per discutere le decisioni più importanti di Pescara: fanno parte del gruppo, tre esponenti di spicco del Pd, il sindaco Marco Alessandrini, il vice Enzo Del Vecchio, il capogruppo Marco Presutti e il dirigente Guido Dezio, a capo del dipartimento Amministrativo del Comune. È su Whatsapp che i 4 si definiscono proprio «Cerchio magico», cioè l’antico rituale praticato come forma di protezione tra Medioevo e Rinascimento e tornato in auge nell’Ottocento per tenere alla larga le energie negative. Ma stavolta le energie negative non c’entrano: nel gergo politico gli appartenenti al «Cerchio magico» sono proprio i fedelissimi di un dirigente. E su Whatsapp i 4 parlano di relazioni, delibere, progetti. Emerge dall’inchiesta sul mare sporco. Una chat quasi normale, se non fosse per quel nome così evocativo. E si discute anche del caso del mare sporco con il centrosinistra attaccato da M5S e centrodestra: con i messaggini, il «Cerchio magico» pianifica una relazione che dovrebbe riuscire a bloccare gli attacchi politici, coprire l’ordinanza fantasma del divieto di balneazione e dare l’immagine di un’amministrazione che non è stata presa alla sprovvista dall’emergenza liquami nel fiume a causa della rottura della fogna in via Raiale il 28 luglio 2015.
Sequestrando il cellulare di Dezio (ancorché non indagato), la polizia scopre la chat dei politici alla vigilia di una riunione importante, quella dell’audizione di Alessandrini in commissione Vigilanza per parlare dell’emergenza balneazione: «La relazione di Vespasiano dovrà contenere anche la ricostruzione del fatto incidentale e il punto di vista dell’Arta», scrive Dezio, l’esperto di pubblica amministrazione. Il sindaco amante della filosofia commenta: «Una specie di lama affilatissima...». Del Vecchio fa il mediatore: «Non ci addentriamo nelle competenze altrui, sarebbe pericolosissimo. La relazione deve riportare i dati di fatto circa l’adozione delle ordinanze: la 413 del 1° agosto 2015 sui dati comunicati il giorno 31 luglio (prelievo del 29) con divieto di balneazione; la 415 del 3 agosto 2015 sui dati Arta comunicati lo stesso giorno (prelievo del 31 luglio) di revoca del divieto di balneazione; riportare poi gli articoli dei giornali, dichiarazione di medici che escludono correlazione tra stato del mare di via Balilla e stati patogeni di alcuni ragazzi... questi effetti si sono registrati in varie parti del paese ma anche nelle giornate antecedenti la rottura della condotta dell’Aca».
Non è la prima volta che i vertici della politica si danno un nomignolo: tra il 2010 e il 2011 a Spoltore era stata inventata la «cabina di regia», cioè la prassi di incontrarsi al bar prima di riunioni importanti. Ma questa prassi è finita al centro dell’inchiesta della forestale che ha decapitato l’allora sindaco Franco Ranghelli, la sua amministrazione e la carriera politica del presidente del consiglio regionale dell’epoca Marino Roselli. Secondo l’accusa, la «cabina di regia» era «un organismo di potere permanente costituito allo scopo di condizionare l’attività del consiglio e della giunta, piegando dietro l’apparente schermo del perseguimento di interessi pubblici mere istanze di natura privata». Il processo è indirizzato su un binario morto: la prescrizione potrebbe cancellare le accuse e c’è il rischio che non si sappia mai se la «cabina di regia» era solo un normale aperitivo tra politici dello stesso schieramento o «un organismo di potere permanente costituito allo scopo di condizionare l’attività del consiglio e della giunta, piegando dietro l’apparente schermo del perseguimento di interessi pubblici mere istanze di natura privata». (p.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

