I 5 dissidenti rilanciano: reazione smisurata

2 Ottobre 2014

I forzisti invitano il primo cittadino a ripensare le sue decisioni e a fare i nomi di chi lo «ricatta»

MONTESILVANO. «Altroché poltrone, nessuno ha mai minacciato di non votare il bilancio». Ad affermarlo sono i cinque consiglieri dissidenti Anthony Aliano, Manola Musa, Stefano Di Blasio, Deborah Comardi e Claudio Daventura che giudicano «smisurata» la reazione del sindaco, «il quale evoca ricatti, pressioni e pretese frutto della sua fervida fantasia», davanti a una semplice richiesta di rinvio della discussione del bilancio. Un aggiornamento della seduta, voluto per apportare modifiche a «un bilancio che conteneva inquietanti voci». Tra queste, i forzisti citano ad esempio un parcheggio multipiano al Colle, 80 mila euro in 3 mesi per le spese istituzionali della presidenza del Consiglio comunale o 50 mila euro per gli straordinari dello staff, a fronte di una diminuzione dei fondi sui capitoli relativi al sociale, manutenzioni e lavori pubblici.

«Tuttavia, il senso di responsabilità che domina le persone coscienziose e perbene come noi, non può consentire che la città venga posta nuovamente sotto commissariamento». Per questa ragione, i cinque consiglieri invitano Maragno a tornare sui suoi passi, garantendo il proprio voto favorevole a un «bilancio debitamente revisionato».

Tra i forzisti, Musa invita però il sindaco «a fare i nomi di coloro che detengono la paternità della pressione lobbistica a cui è stato sottoposto». A cercare una mediazione Maragno è poi il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, che ieri ha incontrato il sindaco dimissionario per comprendere le ragioni della spaccatura. Ribadiscono il proprio sostegno al primo cittadino, il gruppo di Montesilvano Futura e il coordinatore di Montesilvano in Comune, Carlo Tereo De Landerset, con l’invito a non fermarsi al primo intoppo. A puntare il dito contro Maragno e i suoi elettori sono invece gli esponenti dell’Altra città. «Maragno è causa del suo male: pur di vincere ha imbarcato i transfughi di Di Mattia e i protagonisti della stagione del Ciclone, da Aurelio Colangelo a Paolo Di Blasio».

Critico anche il coordinatore provinciale dei Liberali, Renato Ranieri, secondo il quale le dimissioni di Maragno «sono la degna conclusione del pessimo modo di fare politica portato avanti dal centrodestra negli ultimi anni» (a.l.)

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