I 5 leader sul palco a Pescara per dare la carica a Marsilio

29 Febbraio 2024

Il presidente ricandidato: «In Sardegna? È stato un incidente, ma qui vincerò io»

PESCARA. «Il 5 marzo, in Piazza Salotto a a Pescara, alle 18, celebriamo non solo la fine di una campagna, ma anche la promessa di continuare su questa strada di crescita che abbiamo intrapreso insieme. La presenza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei vice presidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani, e dei deputati Maurizio Lupi e Lorenzo Cesa è la testimonianza di un impegno collettivo». Così dice Marco Marsilio, candidato presidente del centrodestra presentando l’evento più importante della sua campagna elettorale. E sulla sconfitta in Sardegna affida a una investita rilasciata due giorni fa al Foglio la sua opinione: «È stato solo un incidente, io vincerò. Credo che nessun abruzzese voti pensando alla Sardegna e che nessun sardo abbia votato pensando all'Abruzzo. Ognuno pensa alla sua situazione. Non siamo nati ieri e sappiamo gestire questi fenomeni» .
Marsilio quindi marca le distanze tra Abruzzo e Sardegna spiegando che l'isola «veniva da una vicenda difficile. Il centrodestra aveva vissuto una fase critica a livello di consenso regionale, inoltre il cambio di strategia naturalmente ha inciso», aggiunge ricordando la sofferta uscita di scena del presidente leghista, Christian Solinas. E poi fa una distinzione sostanziale: «Da noi non è previsto il voto disgiunto», che in Sardegna ha certamente inciso sulla sconfitta di misura del centrodestra. E continua: «Io patenti di legittimità democratica non me le faccio dare da nessuno. Esercito la democrazia e difendo la libertà di pensiero di idea e di azione di tutti», la sua risposta all’avversario Luciano D'Amico che ieri, ai microfoni de «L'Attimo Fuggente» (vedi la pagina precedente) ha dichiarato: «Sì, posso affermare di avere dei valori antifascisti. Auspico che su questo tema anche Marsilio prenda posizione chiara e definita: sarebbe il minimo che si dichiari antifascista». Ma torniamo in piazza Salotto.
NOI Sì, LORO NO
Per il senatore Etelwardo Sigismondi, segretario regionale di Fdi: «Loro (Schlein, Conte, Calenda e Renzi, ndr) non possono permettersi di salire sullo stesso palco. L’alleanza dei partiti del centrosinistra in Abruzzo ha dato vita a una coalizione solo di facciata e, in queste ore, ne abbiamo avuto la palese conferma dalle dichiarazioni dei suoi leader nazionali. In riferimento alle elezioni regionali in Abruzzo», dice, «assistiamo, infatti, a Conte che ripudia l’intesa con Azione e Italia Viva, Renzi che dichiara di non allearsi con i grillini e, infine, Calenda che ammette come sul tema delle alleanze nel centrosinistra si raccontino “balle ai cittadini”. Insomma, nella nostra regione, si consuma la faida del centrosinistra, con una coalizione messa insieme per caso, con forze politiche che hanno profonde lacerazioni tra loro e con il candidato D’Amico frutto di un compromesso al ribasso. Un candidato», afferma Sigismondi, «che non impensierisce nessuno e alla cui vittoria non crede neanche il centrosinistra. Con la vittoria di Marsilio, prevista da tutti i sondaggi e confermata dalla grande partecipazione degli abruzzesi agli incontri promossi dal presidente e dalla coalizione, nella nostra regione verrà sventato il tentativo del centrosinistra di trasformare il territorio in un terreno di scontro e di conquista dei partiti che compongono la coalizione di D’Amico», conclude il senatore vastese. Infine Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, che esorcizza la Sardegna.
ECCO COME FINIRÀ.
«Nel momento in cui il sindaco di Cagliari perde nella sua città poi come fai a vincere le elezioni? Anche Solinas, al posto di Truzzu, non avrebbe vinto». Questa l’analisi di Lupi a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora. «Abbiamo preso una scoppola, abbiamo perso, e punto, non c'è altro da dire», ammette il leader di Noi Moderati che però alla domanda sulle prossime elezioni in Abruzzo risponde così: «In Abruzzo invece si vincerà bene, perché Marsilio ha governato bene. Se dovessi fare un pronostico direi 53% a 47% per noi». (l.c.)
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