I 50 neo assunti della Walter Tosto «Segno che il Jobs act funziona»

23 Febbraio 2016

CHIETI. Il compleanno abruzzese del governo Renzi passa anche per Chieti e la Walter Tosto Serbatoi. L’azienda leader della caldareria fattura mediamente 100 milioni di euro l’anno, lavora per il 99%...

CHIETI. Il compleanno abruzzese del governo Renzi passa anche per Chieti e la Walter Tosto Serbatoi. L’azienda leader della caldareria fattura mediamente 100 milioni di euro l’anno, lavora per il 99% all’estero in 55 paesi del mondo, con 500 dipendenti, a cui si aggiungono i 50 nuovi contratti a tempo indeterminato (tra stabilizzazioni e nuovi contratti), che entro il 2016 arriveranno a 100 (altri 10 verranno stipulati già oggi), fatti grazie al Jobs Act. È questo il motivo che ha portato Matteo Renzi nella devastata zona industriale teatina, dove resiste e va alla grande solo l’azienda fondata nel 1960 da Walter Tosto: unico dipendente, ai tempi, «solo io», dice il capofamiglia nel nuovo capannone del sito industriale di via Piaggio, lo stesso che ha ospitato la primavera scorsa le convention elettorali di Umberto Di Primio e Luigi Febo. L’elicottero di Renzi è atterrato nel piazzale antistante il capannone alle 15.35. Il capo del governo, accompagnato dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, e accolto dai padroni di casa, Walter e il figlio Luca Tosto, dal sindaco Di Primio e dal prefetto Antonio Corona, è rimasto alla Wts per poco più di un’ora. Ad ascoltarlo c’erano molte fasce tricolore, tante tute targate Wts, amministratori e politici del Pd, molte divise delle forze dell’ordine, l’arcivescovo di Chieti Vasto Bruno Forte, imprenditori e dirigenti d’azienda, il rettore dell’università d’Annunzio Carmine Di Ilio, un gruppetto di professori universitari, e un drappello di parlamentari guidato dal neo sottosegretario Federica Chiavaroli. Il primo a prendere la parola, in un intervento insolitamente breve, è stato il presidente D’Alfonso. È lui il deus ex machina di tutta l’operazione Renzi alla Wts. Lo conferma lo stesso Walter Tosto, che non fa mistero dei legami d’amicizia con D’Alfonso. La fotografia della regione scattata dal suo presidente può essere riassunta con questi numeri: 148 mila imprese all’opera, 476 mila occupati, 220 mila studenti, di cui 60 mila universitari, e 7.600 posti di lavoro in più nel 2015 grazie al Jobs Act. Ha preso poi la parola Luca Tosto che ha insistito sulla necessità della formazione e l’importanza della qualità delle risorse umane. La richiesta di Tosto al governo è stata quella di «proseguire nell’opera di disboscamento dalla burocrazia». L’amministratore delegato ha poi invitato sul palco uno dei nuovi assunti, Paola Campli, che con poche ma sentite parole ha ringraziato il governo e Wts. È infine salito sul palco il premier che subito ha citato una delle opere più spettacolari della Wts: la realizzazione della ruota panoramica di New York. È l’immagine dell’Italia che più piace a Renzi, «l’Italia che partendo da una piccola realtà di provincia, insegna a fare le cose al mondo. Chi l’avrebbe mai immaginato», dice, «che nel cuore profondo dell’Italia ci fosse un’azienda che riesce ad essere all’avanguardia mondiale».

Arianna Iannotti

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