I balneatori: in spiaggia aree riservate ai fumatori
«Sì ai divieti, ma è meglio educare i clienti a non gettare le cicche sulla sabbia»
PESCARA. Salvo divieti emanati a stagione in corso, sulle spiagge di Pescara e provincia per tutta l’estate si potrà continuare a fumare sul proprio lettino o passeggiando lungo la battigia. L’ultima frontiera ambientalista e salutista, che punta sul no assoluto alle sigarette in spiaggia, al momento non ha convinto i sindaci a emanare ordinanze antifumo, come già avvenuto ad Alba Adriatica e in molte località turistiche italiane quali Ponza, Rimini e Sassari. Tuttavia sono sempre di più i titolari degli stabilimenti che si dicono favorevoli al provvedimento e propongono aree riservate ai fumatori all’interno delle loro concessioni, ormai stanchi di rastrellare la sabbia ogni sera per eliminare le cicche lasciate in spiaggia da clienti poco rispettosi. Fra i gestori dei lidi c’è chi ha cercato di risolvere il problema rimuovendo i posacenere fissi dagli ombrelloni e chi, invece, scommette su campagne di sensibilizzazione per cercare di fare leva su ragazzi e famiglie. «La maggior parte dei clienti è educata», racconta Luigi Di Marco del Lido Aurora, a Pescara centro, «molti hanno l’abitudine di portarsi il posacenere tascabile da casa, ma ad altri il fumo infastidisce al punto che tanti non vogliono avere vicini di palma fumatori. È un problema che dovrebbe essere risolto con controlli e leggi specifiche». L’imprenditore fa un esempio pratico: «Accanto alla spiaggia del mio stabilimento c’è la terrazza del Mc Donald’s. Lì c’è il divieto di fumo, eppure molti non lo rispettano e, non trovando le ceneriere, gettano i mozziconi in spiaggia che poi devo raccogliere io. Concludendo, da non fumatore dico di essere a favore del divieto in spiaggia, penso che sia per una giusta causa sia per l’ambiente e sia per la salute».
Le associazioni di categoria sembrano essere tutte d’accordo, almeno a parole. Il divieto di fumo in spiaggia è un «provvedimento giusto» per Stefano Cardelli, titolare dello stabilimento Nettuno e presidente dell’associazione di categoria Ciba-Confartigianato.
«Lo dico da fumatore», ci tiene a precisare, «perché pur avendo messo da anni i secchielli per le cicche attaccati alle palme, ogni sera mi ritrovo con i contenitori vuoti e i mozziconi con la cenere sulla sabbia». Sulla stessa linea anche Riccardo Padovano, presidente di Sib Confcommercio: «Ben venga un’eventuale ordinanza antifumo», dice, «oggi i titolari delle concessioni hanno piena discrezionalità, ma credo sia opportuno dare piccoli segnali puntando sull’educazione piuttosto che sulla repressione del fenomeno, senza estremizzazioni».
Nei due stabilimenti della famiglia di Padovano, Voglia di mare a Montesilvano e Baia delle Sirene a Francavilla, ci saranno degli incontri su alcune tematiche molto sentite: educazione alimentare, utilizzo della plastica e comportamenti corretti da tenere in spiaggia e, infine, fumo e salute. «Prepareremo un decalogo», aggiunge il presidente di Sib Confcommercio, «oltre ai consigli per chi frequenta le spiagge, ci sarà spazio anche per alcuni suggerimenti per i fumatori. Li inviteremo soprattutto a non lasciare le cicche sulla sabbia, visto che per smaltirle ci vogliono dieci anni. Poi, per evitare che il divieto di fumo in spiaggia diventi un problema, è chiaro che bisognerà organizzare delle sale fumo all’aperto». Per Mario Troisi di Confesercenti «se i Comuni decidessero di emanare un’ordinanza restrittiva, i concessionari si adeguerebbero sicuramente per far rispettare il divieto anche se i fumatori non la prenderebbero benissimo», visto che «come Confesercenti siamo sempre stati favorevoli a tutte le iniziative finalizzate al rispetto e alla tutela dell’ambiente».
Discorso analogo anche per Cna balneatori. A Francavilla Mauro Cioffi, titolare del Lido Bianco, ha lanciato un sondaggio sulla sua pagina Facebook già nell’inverno scorso: «Che cosa ne pensate di una spiaggia smoke free? In pratica, una spiaggia in cui si può fumare solo in alcune zone e non sotto l’ombrellone. A noi sembra una bella idea, voi che ne dite?». Le risposte sono state esattamente in linea con la tendenza di oggi: l’81% a favore del divieto di fumo e il 19% contrario. «Ci abbiamo già ragionato», rimarca Cioffi, «io fumo, ma se ci dovesse essere una legge ci adegueremo senza problemi. Penso che sia una bella cosa, anche se chi fuma lo vede come una privazione».
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