I balneatori: stagione rovinata da erosione e allarmismo sul mare
Francavilla, bilancio negativo a estate quasi conclusa «Spiaggia ridotta di metri e palme in acqua: ora basta»
FRANCAVILLA AL MARE. L'erosione che anno dopo anno sta riducendo sempre di più la lunghezza della spiaggia e la cattiva pubblicità con danno d'immagine derivanti dai problemi del mare sporco dello scorsa stagione estiva. Queste le due problematiche principali vissute nell'estate 2016, che si avvia alla sua fase conclusiva, dai balneatori di Francavilla al Mare, che si sono trovati a convivere con la riduzione della lunghezza dell'arenile e con un vistoso calo di presenze sotto palme e ombrelloni, con diversi clienti che, nonostante abbiano bloccato il posto al mare hanno preferito disertare, facendo così scendere gli incassi dei balneatori per il calo delle vendite di bevande, pizzette, gelati e quant’altro.
«Qui in centro, alla Sirena», dice Piero Maio Masci, dello stabilimento Capo Verde, «stanno mettendo a posto e stanno facendo bene, ma l'acqua è arrivata al muretto, non c'è più la spiaggia. Sono un paio di anni che è in atto il fenomeno dell'erosione, e quest'anno la situazione è peggiorata con i temporali. Non ci sono stati i bagnanti nella spiaggia libera di Francavilla, che non c'è più. Ai lati del pontile non c'è più sabbia. La stagione non è stata una grande stagione, di certo non esaltante, nonostante qui si sia avuta l'acqua più pulita della zona. Da fuori sono arrivati pochi turisti, solo qualcuno in più è venuto per i concerti, ma dopo la serata è andato via».
«Il problema dell'erosione», sottolinea Mauro Cioffi del Lido Bianco e presidente di Imprenditori Turistici Francavilla al Mare, «è la priorità che affronteremo con determinazione ed energia a settembre. Non ci faremo prendere più in giro», avverte. «Lavoreremo affinché si capisca chi debba risolvere la problematica: Regione o Comune. Qui a Nord la spiaggia si è ridotta in modo evidente e la situazione si è aggravata in modo netto: dieci metri di spiaggia in meno con palme e strutture in acqua. Sinceramente non ce lo aspettavamo. Non c'è più lo spazio verso il mare, da una parte la pista ciclabile e dall'altro l'erosione. Spero che la pista ciclabile si congiunga a Pescara, ma al contempo devono essere rinforzate le scogliere sennò la pista ciclabile sarà in acqua. Non c'è stata l'alta pressione e l'acqua, anche con il vento, arriva alla seconda fila di palme. Il livello della sabbia è diminuito perché mancano molti metri cubi. Il problema primario è stata la presunzione della cattiva qualità dell'acqua. Ma se gli ombrelloni sono stati presi, di sicuro non c'è stata la frequentazione in spiaggia», osserva il balneatore. «Al mare durante la settimana non si andava e nel fine settimana si è preferito andare verso Fossacesia e San Vito e poi hanno riempito il Salento».
«Sono quello che ha subìto più danni», sostiene Antonio Del Ciotto del Lido Sirena. «I problemi sono sorti da quanto sono iniziati i lavori del porto turistico. In sei anni ho perso ventidue metri di spiaggia e ora, in sostanza, più della metà dello spazio è stato perso. I danni sono tanti, l'unica cosa da fare è rinforzare le scogliere o il progetto Ricamo. Qui si parla sempre, però la realtà è quella che dobbiamo sempre togliere palme e ombrelloni. La stagione è stata bruttina a livello meteorologico, agosto è stato un disastro. I turisti sono stati più o meno sempre quelli degli altri anni, il principale mercato è quello di coloro che hanno la seconda casa qui. Gli eventi eccezionali hanno portato tantissime persone», osserva, «però la stagione dura novanta giorni e ci vuole una programmazione strutturale che parta già dalla fine di questa estate. In piazza Sirena quest'anno hanno rimesso due volte la sabbia perché non si poteva più scendere in spiaggia».
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