I bersaglieri festeggiano 100 anni di associazione: la gente ci ama sempre

La sezione con sede in via Tavo conta 170 iscritti. E il presidente ricorda «Anche il Vate tra i pescaresi che hanno indossato il cappello piumato»
PESCARA. Che sentimenti provano i bersaglieri quando corrono col cappello piumato in testa? «Gioia ed emozione, ci spinge sempre avanti l'amore per la patria e ci tiene vivi l'amore della gente», dice Domenico “Mimmo” Martellotta, dallo scorso anno presidente della sezione pescarese dell’associazione nazionale Bersaglieri, che ieri ha celebrato i 100 anni di vita con un convegno che si è tenuto al Comune di Pescara durante il quale è stata ricordata la figura del bersagliere, come è cambiata nel tempo e chi sono oggi gli uomini del Corpo istituito, con regio brevetto del 18 giugno 1836, dal re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia su proposta dell’allora capitano del Reggimento guardie, Alessandro La Marmora.
Martellotta, ex presidente regionale Abruzzo e Molise, nella vita consulente nel settore dei prodotti chimici, ricorda gli anni, 1985-1986, del servizio militare quando, ventenne, decise di entrare nel corpo dei bersaglieri a Civitavecchia affascinato dal cappello piumato: «La leva non era il massimo per un ragazzo di quella età, ma col tempo avverti quanto amore ha il popolo nei confronti dei bersaglieri. La gente ci ama, ci esprime vicinanza e affetto, come è successo anche all’ultimo raduno di Ascoli, e questo ci emoziona, per noi è una bella dose di energia che ci viene trasmessa. I bersaglieri nel mondo sono stati da sempre gli incursori dietro le linee nemiche, addestrati alle ricognizioni per neutralizzare pericoli», pronti a mirare, appunto, il bersaglio. Oggi l'Associazione bersaglieri si prefigge scopi solidali «e collabora alle attività benefiche promosse da Ail, Aism, Banco Alimentare e Telethon», spiega il presidente, «di recente è stato costituito un coordinamento nazionale della Protezione civile, a cui fanno capo 30 nuclei in attività. Sempre a livello nazionale, sono le 70 Fanfare associative».
L'Associazione nasce il 30 giugno 1924 a Bologna e nel 1929 a Pescara dove, tra soci e simpatizzanti oggi conta 170 iscritti, con sede in via Tavo, 248. Tre i raduni pescaresi che ci sono stati, a distanza di circa 20 anni l'uno dall'altro: nel 1972, nel 1996 e nel 2017. «Nel 1972 ero bimbetto e ricordo tutte quelle persone con le piume in testa», dice Martellotta, «degli altri reduci si ricordano gli incontri, amicizie destinate a durare per sempre. Oggi, e sempre, commemoriamo quegli uomini che hanno donato la vita alla patria, e per noi è come portare un peso enorme addosso». E il presidente rivela: «Pescaresi conosciuti che hanno indossato il cappello con le piume nere sono Gabriele d'Annunzio, Nino Sospiri, Ivo Di Sipio, Alfredo De Angelis, sportivo della Strapaesana, Bruno Carota di Città Sant'Angelo e, attualmente, il generale di corpo d'armata Luciano Forlani, vanto e orgoglio della nostra città».

