I Cascella e la ceramica Oggi al Salotto del Fai
PESCARA. Una conferenza con proiezioni su “Gioacchino Cascella: il pittore di maioliche”, è il terzo e ultimo appuntamento del Salotto Fai, “I Cascella e la ceramica”, promosso dalla delegazione...
PESCARA. Una conferenza con proiezioni su “Gioacchino Cascella: il pittore di maioliche”, è il terzo e ultimo appuntamento del Salotto Fai, “I Cascella e la ceramica”, promosso dalla delegazione cittadina e dedicato al fondamentale contributo che Basilio, il capostipite del maggior ceppo di artisti che l’Abruzzo abbia avuto nell’Otto-Novecento, e i figli Tommaso, Michele e Giovacchino diedero alla rinascita nella regione della ceramica d’Arte. Si terrà oggi pomeriggio, alle 17, nel salone del Museo Cascella di Pescara, con la partecipazione di Franco G. Maria Battistella, ceramologo, e di Loris Di Giovanni, vicedirettore del Maca (museo dell’artigianato ceramico abruzzese) di Pianella.
Si parlerà del terzogenito, Gioacchino (Pescara 1903 – Guardiagrele 1982), l’unico della dinastia per il quale l’attività di pittore di maioliche rappresentò quella primaria, esercitata per la gran parte della vita a Rapino così da poter essere annoverato, a buon diritto, tra i decoratori di questo centro ceramico: dagli esordi, alla partecipazione alla Prima Biennale internazionale delle Arti decorative di Monza, dove riuscì a farsi apprezzare dalla critica, alla fama che però non raggiunse mai tanto da venir chiamato in famiglia il ‘Milite Ignoto’, agli anni trascorsi nel borgo alle falde della Maiella, ai problemi economici che lo costrinsero a lavorare per qualche tempo nella locale fabbrica Bozzelli, alle tarde importanti commissioni di pannelli decorativi.
«Con questo ciclo di conferenze», afferma Rosaria Morra, della delegazione Fai di Pescara, che è parte del programma annuale del “Salotto Fai – Focus su: arte e cultura” – si è voluto evidenziare la riscoperta di questa famiglia patriarcale di artisti che costituisce un caso unico e del tutto particolare nella storia dell’arte italiana degli ultimi centoventi anni, perché si è manifestata nella continuità di ben cinque generazioni con la capacità di cimentarsi e distinguersi in diverse forme artistiche: pittura, ceramisti, litografi. Ringraziamo i relatori per aver contribuito con il loro impegno a sensibilizzare la collettività alla conoscenza delle ricchezze artistiche del territorio».

